Età più fertile per le donne | Non sprecare
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L’età migliore per avere un figlio? Prima dei trent’anni. Cosa sapere sulla riproduzione assistita e il congelamento degli ovociti (video)

Più si va avanti negli anni e più è difficile restare incinta e maggiori sono i rischi anche per il nascituro. Come fare però se non si vuole avere un figlio in giovane età? Una soluzione potrebbe essere quella di congelare alcuni ovuli per poi riutilizzarli in futuro

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ETÀ PIÙ FERTILE PER LE DONNE

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia le coppie infertili sono circa il 15%. Nel mondo l’infertilità colpisce circa 70 milioni di persone, pari a circa l’8-10% delle coppie. L’infertilità può essere determinata da diverse cause, come malformazioni congenite, infezioni, disfunzioni ormonali, ma una delle cause emergenti è sicuramente l’età sempre più elevata in cui si decide di avere un figlio. Secondo l’Eurostat, l’ufficio di statistica europea, le donne italiane sono tra le più anziane al momento del parto: quasi 32 anni di media.

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ETÀ E FERTILITÀ

«Età e fertilità sono strettamente associate» avverte Marco Filicori, Presidente dell’associazione scientifica Cecos Italia ed esperto internazionale di procreazione assistita. «Il calo della riserva ovarica cala progressivamente negli anni. In più diminuisce anche la qualità genetica degli ovociti: già a trent’anni un terzo degli ovociti contenuti nell’ovaio sono anomali geneticamente». La fertilità di una donna raggiunge il suo apice in media a 25 anni. Alla nascita, una donna dispone di circa un milione di ovociti immaturi; all’età di 30 anni ne resta soltanto il 12 per cento e all’età di 40 anni solo il tre per cento. Quindi la scelta di mettere al mondo un bambino, sia spontaneamente sia con l’aiuto delle tecniche di procreazione assistita, deve tenere conto del tempo che passa.

RIPRODUZIONE ASSISTITA

«L’età è il più grande nemico della fertilità» conferma Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. «L’illusione più grande per una coppia che rimandi la ricerca del primo figlio è il pensare che con la riproduzione assistita si possa ovviare a qualsiasi limite naturale. Invece per la grande maggioranza delle coppie l’età resta un fattore drammaticamente limitante, non solo nei concepimenti spontanei, ma anche nella fecondazione assistita».

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COS’É IL CONGELAMENTO DEGLI OVOCITI

Per le donne che hanno l’esigenza di guadagnare tempo “riproduttivo”, una soluzione può essere il “social egg freezing”, cioè il congelamento di ovociti non fecondati per motivi non medici. Le donne che congelano i loro ovociti, non potendo realizzare il desiderio di procreare in quel momento, si assicurano così maggiori probabilità di gravidanza negli anni successivi. Gli ovociti, conservati in un centro di procreazione assistita, potranno in seguito essere scongelati e trapiantati per una futura gravidanza.

«ll social freezing però non va fatto oltre una certa età» suggerisce Filicori. «Le linee guida delle società scientifiche internazionali lo raccomandano prima dei 35 anni, ma l’ideale sarebbe attorno ai 28-30 anni, per conservare ovociti di buona qualità».

COSTI CONGELAMENTO OVOCITI

Da non trascurare, infine, l’impegno economico del congelamento degli ovuli. «Il costo è di circa tremila euro per il prelievo, la stimolazione ormonale, l’aspirazione degli ovociti e il loro congelamento. A questa cifra si deve aggiungere il costo del deposito degli ovociti, pari a 4-500 euro l’anno» conclude Filicori.

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