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Come realizzare un orto urbano in 10 mosse

10 consigli per realizzare al meglio il proprio orto urbano: dalla scelta del luogo alle specie da coltivare

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COME REALIZZARE UN ORTO URBANO –

Una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni è lo sviluppo degli orti urbani in Italia. Secondo Coldiretti, dal 2011 a oggi il loro numero sarebbe triplicato raggiungendo i 3,3 milioni di metri quadrati di terreni comunali coltivati nelle città capoluogo. La Conferedazione italiana agricoltori stimava a nove milioni (nel 2013) i «city farmer» che curano un orto in giardino, in terrazzo o in uno spazio di proprietà comunale.

Un fenomeno in crescita, dunque, che rappresenta un’opportunità per tutti, soprattutto per i giovani che possono sviluppare nuove competenze e riscoprire usi e tradizioni altrimenti destinate all’oblio.

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Ma come si può realizzare un orto urbano? Alcune indicazioni sono riportate nel testo “Linee guida per la progettazione, l’allestimento e la gestione di orti urbani e periurbani” scritto dal professor Aldo Ranfa della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia.

  1. Il luogo. La prima regola per un orto urbano che si rispetti è quella di scegliere uno spazio che permetta la migliore alternanza di ore di luce e di buio in un rapporto variabile in correlazione con l’alternanza delle stagioni. L’orto urbano dovrà poi essere ben accessibile sia dai proprietari che lo coltiveranno sia dagli eventuali fruitori. L’ideale sarebbe prevedere anche uno o più accessi sia pedonali sia carrabili, anche per soggetti diversamente abili. Agli ingressi dovranno essere presenti delle bacheche dove saranno indicati gli orari di apertura e chiusura dell’area.
  2. Scelta delle specie da coltivare. Ci sono vari aspetti da considerare nel momento in cui si andrà a scegliere che cosa coltivare nell’orto. Il primo è quello relativo alle proprietà del terreno. Per questo è importante studiare la struttura e la tessitura del suolo, in termini anche di acidità e basicità, il grado di fertilità e l’attitudine alla coltivazione di determinate specie vegetali.
    Ci sono poi da considerare le specifiche architettoniche del luogo e rispettare i rapporti volumetrici di sviluppo delle le varie specie, questo al fine di ottimizzare gli spazi disponibili, ma anche di ricreare microambienti ideali per lo sviluppo delle piante.
    Una stratificazione ideale prevede una ragionevole percentuale di specie arboree (piante da frutto e ornamentali), un’equa percentuale di specie arbustive (piante da frutto, aromatiche e ornamentali), una percentuale più favorevole di specie erbacee (specie ortive per insalate, aromatiche ed officinali). Da non trascurare l’eventuale inserimento di specie sarmentose e/rampicanti con il duplice scopo di fornire alimento e ricreare pergolati, gazebi e zone d’ombra a complemento delle altre specie in coltivazione.
  3. Evitare specie allergeniche. Nello studio delle piante da coltivare è bene inserire anche un’attenzione in più, considerando se la specie causa allergie oppure no per evitare problemi nel periodo della fioritura.
    Le specie da evitare (o comunque da limitare) sono quelle anemofile, che si affidano cioè al vento per il trasporto del polline. Per queste piante, infatti, è indispensabile che venga liberato nell’atmosfera un gran numero di granuli di polline così da avere un’alta probabilità che almeno alcuni arrivino sulla parte riproduttiva, femminile, dei fiori.
  4. Prodotti per tutto l’anno. Fondamentale per la sostenibilità economica dell’orto urbano è quella di avere prodotti alimentari freschi durante tutto l’arco dell’anno. Una condizione che si raggiunge scegliendo bene le specie da coltivare a seconda del loro sviluppo e fase di maturazione.
  5. Irrigazione. Un orto urbano deve avere una corretta ed efficiente gestione dell’acqua, per evitare sprechi e disfunzioni. La prima regola è quella di dotarsi di un sistema di raccolta dell’acqua piovana, che si può ottenere sia dalle coperture dei locali, o delle corti interne, al quale collegare un sistema di filtraggio per ridurre le impurità. L’acqua verrà poi convogliata in una o più cisterne con lo scopo di effettuare, oltre alla sedimentazione, anche un riequilibrio delle temperature. Per risparmiare energia, poi, è consigliabile realizzare un sistema di irrigazione a caduta o a goccia.
  6. Pulizia degli scoli. Per mantenere la perfetta funzionalità dell’orto è bene tenere sempre puliti i fossati e le scoline. Questo, per evitare inondazioni e allagamenti, le cui conseguenze sono negative per la produttività e la resa del terreno. È dunque necessario un sistema di smaltimento delle acque d’irrigazione e creare un sistema sostenibile di utilizzo delle acque.
  7. Smaltimento dei rifiuti. Un altro punto importante è il recupero e lo smaltimento dei rifiuti sia liquidi sia solidi derivanti dai processi di coltivazione, compreso i residui delle potature. Per realizzarlo bisognerà dotarsi di cisterne di raccolta dei residui fluidi che, dopo un processo di fermentazione, sterilizzazione o inibizione biologica dei vari organi vegetali possano essere riutilizzati per la fertilizzazione. Per i residui organici prodotti da foglie e parti vegetali erbacee derivanti dalle potature, si dovrà prevedere un impianto di compostaggio che includa l’accatastamento e la macerazione dei residui più piccoli ed erbacei e di un’attrezzatura che permetta di sminuzzare le parti più grosse. Il compost che ne deriva, dopo alcuni anni di macerazione, potrà essere utilizzato per la coltivazione.
  8. Tipologia di coltura. Anche per un orto urbano è preferibile una tipologia di coltivazione più sostenibile, basata sulla rotazione delle colture e sulla lotta biologica piuttosto che sull’uso di fertilizzanti chimici. Recenti studi hanno dimostrato che alcune tecniche agronomiche determinano una riduzione dell’impatto ambientale da parte dell’agricoltura, portando vantaggi anche dal punto di vista economico. Tali tecniche sono la minima lavorazione dei suoli, l’impiego di fertilizzanti ricchi di materiale organico, la diversità colturale, ecc.
  9. Raccolta diretta. Si può prevedere la possibilità di vendere direttamente nell’orto i prodotti che sono stati coltivati lì facendoli raccogliere direttamente dagli acquirenti. Una modalità di vendita già molto sviluppata all’estero, ma che in Italia è ancora ai primordi. In questo modo, le famiglie possono fare la spesa direttamente nell’orto delle aziende agricole raccogliendo direttamente dal terreno o dalle piante i prodotti a cui sono interessati. Questo sistema garantisce ai consumatori prodotti a prezzi convenienti e secondo varietà, qualità e calibro che rispondano alle loro esigenze.
  10. Laboratori didattici. Uno degli obiettivi dell’orto urbano è anche quello di riavvicinare le persone alla terra, ai suoi cicli e tempi. All’interno dell’orto potranno essere organizzate una serie di attività che avranno l’obiettivo di promuovere un nuovo stile di vita e un approccio diverso al mondo, a partire dalle generazioni più giovani.

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