Insegnare ai bambini a essere ordinati è un percorso a tappe, non una somma di piccole regole. Sono importanti alcune soluzioni, anche logistiche, come per esempio rendere tutto accessibile (tranne le cose potenzialmente pericolose) e distinguere, all’interno della cameretta, la zona notte da quelle per i giochi. ma è fondamentale innanzitutto l’esempio dei genitori em la loro leggerezza: l’ordine ai bambini non si insegna ossessionandoli.
Indice degli argomenti
Adattarsi all’età
Questa può essere una bussola da seguire sulla base dell’età del bambino:
- 2–4 anni: riordinare insieme
- 5–7 anni: guidarli e controllare
- Dagli 8 anni in poi: responsabilità autonome (con confini realistici)
Zona riposo e zona giochi
Anche se il bambino è piccolo, dovrebbe capire che ogni spazio dell’ambiente è deputato ad una funzione precisa. Nella sua cameretta, ad esempio, la zona del riposo e quella del gioco devono essere ben distinte, i materiali della scuola devono essere separati da quelli usati in casa e così via. Questo servirà a capire che ogni cosa nello spazio ha un suo posto preciso e lì va riposta dopo averla utilizzata.
Tutto accessibile
Se vogliamo che nostro figlio capisca il senso degli spazi e la necessità di riporre gli oggetti al proprio posto, è importante che tutti gli spazi destinati ad ospitare le sue cose siano alla sua portata. Scaffali, scatole e mobili devono essere accessibili al bambino e posti all’altezza del suo sguardo. Man mano che il bambino crescerà, giochi ed oggetti potranno essere poi spostati in scaffali anche più alti.
Il buon esempio
I bambini sono lo specchio delle nostre azioni. Se come modello hanno genitori disordinati, che non si curano dell’ordine e tendono ad abbandonare gli oggetti utilizzati dove capita, i bambini faranno lo stesso e fin da piccoli copieranno le nostre abitudini, anche quelle sbagliate. Meglio quindi correggerle, prima che sia troppo tardi. Impegniamoci quindi a riporre le cose al proprio posto e a far notare quest’azione ai nostri figli.
Accettare il disordine “sano”
Un bambino creativo non sarà sempre ordinato. L’obiettivo non è la perfezione, ma la capacità di rimettere a posto. E più che la severità conta la costanza, e la capacità di trasmetterla ai figli.
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