Il cinema Embassy a Roma, nel quartiere Parioli, può essere considerato un simbolo di quanto sta avvenendo in Italia. Non funziona come sala cinematografica dal 2018, quasi vent’anni, e nessuno è mai riuscito a convertirlo, come pensavano di fare in un primo momento, nell’ennesimo supermercato di zona. Resta lo scheletro, ormai degradato e fatiscente. e resta un intero quartiere, i Parioli, cuore della Roma residenziale di alta fascia, che ormai ha un solo piccolo cinema d’essai. Purtroppo il caso embassy non è isolato.
I cinema in Italia stanno letteralmente scomparendo, come le edicole. Ne restano meno di 1.000, un terzo rispetto a qualche anno fa.
La chiusura di un cinema non è solo una perdita economica, è uno spreco multiplo: culturale, sociale, economico e urbano. Per capirlo bene, conviene guardarlo da più punti di vista.
Indice degli argomenti
Uno spreco culturale
Un cinema è un presidio di diffusione della cultura, non solo intrattenimento.
Quando chiude:
- si riduce l’accesso al cinema “di qualità” o indipendente
- spariscono rassegne, retrospettive, festival locali
- si indebolisce il ruolo del cinema come esperienza collettiva
In un Paese con una tradizione come quella di Italia, questo pesa molto.
Uno spreco sociale
Con la chiusura di un cinema scompare anche un luogo di incontro. E più precisamente:
- un punto di aggregazione per quartieri (soprattutto periferie)
- uno spazio sicuro per giovani e anziani
- un’occasione di vita comunitaria fuori casa
Quando chiude, spesso non viene sostituito da nulla di equivalente.
Uno spreco urbano e architettonico
Molti cinema sono edifici storici:
- restano vuoti o abbandonati
- si degradano nel tempo
- contribuiscono al declino delle zone circostanti
- si trasformano in supermercati
In città come Roma o Milano, tanti ex cinema sono oggi serrati o riconvertiti (negozi, supermercati, palestre), perdendo la loro funzione originaria.
Uno spreco economico
Dal punto di vista economico, la chiusura di un cinema significa:
- perdita di posti di lavoro diretti e indiretti
- meno indotto per ristoranti, bar, negozi vicini
- perdita dell’investimento iniziale (struttura, impianti).
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