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Strage di cani: e’ possibile fermarla?

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Con l’estate aumentano le proporzioni di fenomeni crudeli, come la strage dei cani randagi, spesso abbandonati da chi vuole disfarsene e deve partire per le vacanze. Il meccanismo è stato più volte individuato, e si è scoperto dove finiscono i cuccioli italiani adottati all’estero, specie nei paesi del Nord Europa come l’Austria, la Germania e la Svezia.

E’ una sorta di sterminio strisciante, in quanto i cani vengono utilizzati con tre scopi precisi. Esperimenti in laboratorio, a partire dalla vivisezione. Macellazione, per scopi industriali: il corpo del povero cane diventa mangime per altri animali, o anche viene trasformato in una pelliccia. Terzo scopo: utilizzo sessuale, come dimostrano i siti, illegali, che alimentano questa vergogna.

Il traffico dei cani destinati all’estero è un business di almeno 500 milioni di euro l’anno (fonte: zoomafie). Il percorso dell’orrore è più o meno questo: gli animali vengono presi dai canili o spesso accalappiati direttamente per strada, vengono portati all’estero dopo viaggi interminabili a bordo di furgoni, e infine di loro si perde ogni tracciabilità. Il problema è che mentre la legge italiana n. 281/91 (“Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”), specifica che «i cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture non possono essere soppressi né destinati alla sperimentazione», in numerosi Paesi europei le normative sono differenti: alcune ad esempio prevedono la soppressione degli animali abbandonati, altri invece l’utilizzo dei cani come cavie. Si può fare qualcosa per fermare la strage dei cani randagi?