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Cibo, farmaci e cure veterinarie per gli animali: tutti acquisti considerati beni di lusso. E super tassati

Al contrario non esiste nulla di più popolare di un animale domestico nelle case degli italiani. Eppure l'Iva è al 22 per cento. E i medicinali costano 4 volte quelli per gli uomini

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MEDICINE E CIBO PER CANI E GATTI

Il cibo come i farmaci. Le cure dal veterinario come un semplice collare. Tutto ciò che riguarda gli animali domestici e la loro cura in Italia viene considerato come un bene di lusso. Come se fosse un’auto di alta cilindrata o un orologio d’oro. E per questo tassato ai massimi livelli, a partire dall’Iva al 22 per cento.

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TASSE SU FARMACI PER CANI E GATTI

Questo scenario rende l’idea della distanza che separa la politica dalle famiglie. Ma come si fa a tassare come beni lusso prodotti che riguardano 60 milioni di animali che vivono nelle case degli italiani? In teoria uno per ciascuna abitazione. Non esiste nulla di più popolare che la cura e la compagnia di un cane e di un gatto in casa, e le famiglie che hanno questa abitudine devono sottoporsi a una doppia speculazione. Da un lato, infatti, ci pensa lo Stato a considerare una crocchetta per i cani come una bottiglia di champagne; e dall’altro le aziende che producono cibo e medicinali ne approfittano per tenere i prezzi sempre alti e gonfiarli. Il combinato disposto di questa doppia follia fa sì che una famiglia coraggiosa, capace di adottare un cane o un gatto, debba fare i conti con una spesa mensile di almeno 50 euro. Per il momento gli unici a muoversi sono stati i rappresentanti di alcune associazioni come la Lav (Lega anti vivisezione) che sta raccogliendo le firme per rimediare all’equazione animali in casa=ricchi da tartassare. Ma poi bisognerà che si muova il governo, anche per mettere un freno alle spese per curare gli animali domestici.

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COSTI ELEVATI CIBO E MEDICINALI PER GLI ANIMALI DOMESTICI

Con la complicità di qualche veterinario spregiudicato, infatti, le quattro case farmaceutiche che si spartiscono questo mercato da circa 600 milioni di euro all’anno, alzano in modo ingiustificato le tariffe rispetto agli stessi medicinali per gli esseri umani. Uno spreco incomprensibile che fa leva sulla estrema devozione con la quale gli italiani seguono i loro compagni domestici: l’80 per cento di loro si prende cura di cani e gatti assicurando le periodiche visite di controllo e le terapie necessarie in caso di malattie. Pagate a prezzi carissimi. Per esempio, un semplice diuretico, il Diuren, per animali nella confezione di 30 compresse da 20 milligrammi costa ben 7,50 euro; lo stesso prodotto, con gli stessi principi attivi, per esseri umani, il Lasix, costa appena 1,72 euro. E ancora: per curare un cane che ha ingerito veleno per topi si spendono 80 euro mentre l’omologo farmaco per uso umano non costa più di 20 euro. E se per un comune antidolorifico noi spendiamo 3 euro, per cani e gatti, per lo stesso prodotto, bisogna scucire 9 euro. Il triplo.

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