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Una tassa per il cibo che finisce nella spazzatura

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Per risolvere il paradosso di un mondo in cui un miliardo di persone e’ in sovrappeso o obeso e un altro miliardo non ha abbastanza cibo una soluzione puo’ essere un aumento delle tasse sul cibo spazzatura. Lo hanno suggerito alcuni esperti durante un seminario sull’accesso al cibo organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition.

"Nel nord del mondo si mangia troppo e male – ha affermato Andrea Boltho, docente di economia internazionale e emeritus fellow della University of Oxford – per scoraggiare il consumo di alimenti nocivi per la salute bisognerebbe introdurre un’imposta sul cibo spazzatura, come si fa gia’ per le sigarette".

Le cifre fornite durante il seminario raccontano di un mondo diviso in due, con il 13,4% della popolazione globale che non ha abbastanza cibo ed e’ concentrata in asia (555 milioni di persone), seguita da Africa sub-sahariana (201), America latina (47), vicino Oriente e Nord Africa (32): "In alcuni paesi il costo del cibo pesa per il 60-70% sul bilancio delle famiglie – ha spiegato David Dawe, senior economist presso la Agricultural development economics division della Fao – bisogna intervenire con l’introduzione di nuove tecnologie agricole nei paesi in via di sviluppo, con accordi che preservino i coltivatori dalla volatilita’ dei prezzi e con un’educazione in tutto il pianeta a un’alimentazione sana".

Nel mondo un miliardo di persone soffre la fame, e anche nei paesi occidentali il numero di persone denutrite è aumentato del 54% nel periodo 2007-2010, passando da 12 milioni a 19 milioni e tornando ai livelli del 1995-97. Sono alcune delle cifre di cui si parlerà oggi durante il secondo BCFN Talk organizzato dal Barilla Center for Food & Nutrition.

Il seminario verrà trasmesso in diretta dalle 17 sul sito www.barillacfn.it, e avrà come oggetto l’accesso al cibo come sfida geopolitica ed economica globale. A confrontarsi sul tema saranno fra gli altri relatori Andrea Boltho, docente di economia internazionale e Emeritus Fellow della University of Oxford; David Dawe, Senior Economist presso la Agricultural Development Economics Division della FAO, Steven Schonberger, Regional Economist per l’Africa Occidentale e Centrale del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Uno dei temi al centro della conferenza sarà anche lo squilibrio tra il consumo alimentare globale, che affianca al miliardo di persone denutrite concentrate soprattutto in Asia e Africa subsahariana una quota uguale di popolazione che invece é in sovrappeso.

La situazione, fa notare il position paper elaborato dal centro ricerche, rischia di peggiorare nel prossimo futuro: entro il 2050 si stima che le aree coltivate si ridurranno dell’8-20% in mancanza di azioni correttive che, sommate agli effetti di carenza d’acqua, cambiamenti climatici e infestazioni da agenti patogeni, porteranno a un calo della produttività stimabile tra 5-25%. Una diminuzione delle risorse disponibili che avverrà in contemporanea all’aumento della popolazione globale, che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi.