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Una discarica radioattiva in un parcheggio

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Una discarica radioattiva sottoterra, tra le fondamenta di un parcheggio, riempita degli scarichi pericolosi delle industrie del Nord Italia. La trama del film Gomorra si intreccia con la realtà a Castel Volturno, dove la polizia ha rinvenuto diverse tonnellate di rifiuti pericolosi, alcuni dei quali radioattivi nel sottosuolo di un club privato. La presenza della discarica abusiva è stata rivelata da Emilio Di Caterino, ex uomo forte del clan dei casalesi e oggi collaboratore di giustizia.

LA COLATA DI CEMENTO – Di Caterino, fedele alla fazione della feroce cosca guidato dal boss Francesco Bidognetti ha indicato il luogo dove il clan aveva sotterrato i rifiuti, il cantiere di un parking privato in costruzione, coprendoli con uno strato di cemento. Dopo le indagini degli agenti, la conferma: la discarica radioattiva si trova sotto lo spazio auto del club ricreativo Ippocampos. Un circolo privato affacciato sul Volturno i cui gestori risultano del tutto estranei alla vicenda: il proprietario, Sergio Pagnozzi, acquistò infatti il terreno a un’asta nel 2003, dopo il fallimento dei precedenti intestatari, Leopoldo e Michele Mauriello.

DISCARICA, RISTORANTE E PISCINA – Nel corso di un sopralluogo svoltosi oggi, venerdì, Di Caterino ha guidato gli agenti nel luogo in cui aveva allestito lo sversatoio abusivo nel 1994. Solo negli anni successivi è sorto il complesso, molto frequentato, che comprende un ristorante, un bar, una piscina e un maneggio. In questo terreno, ha raccontato il collaboratore di giustizia, venivano scaricati interi camion carichi di rifiuti pericolosi provenienti dal Nord esattamente come nel film Gomorra. La discarica si estende su un’area di circa 7 mila metri quadri, che è stata sequestrata.

I PICCHI DI RADIOATTIVITÀ – A indagare sul traffico di rifiuti gestito dai Casalesi, gli agenti della squadra mobile di Casal di Principe, diretti dal vicequestore Alessandro Tocco col coordinamento del pm della Direzione distrettuale antimafia, Catello Maresca. Per verificare la presenza di sostanze radioattive è stata utilizzata una speciale apparecchiatura in dotazione ai vigili del fuoco attivatasi in più punti. I tecnici dell’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente, hanno quindi fatto prelievi a campione e nelle prossime settimane saranno in grado di dire con precisione quali sostanze sono state sotterrate. I rifiuti, contenuti in sacchi di juta, si sono induriti a tal punto che le ruspe non riescono a spostarli.