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Monopattini elettrici: Milano ne sospende la circolazione. Parigi impone limiti e sanzioni

Ideali per l'ultimo miglio della mobilità urbana: spostamenti tra uno e due chilometri. Ma i monopattini non possono andare a ruota libera ovunque, e sfrecciando senza rispetto per i pedoni. Il caso dei risciò a Barcellona

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Stop all’uso dei monopattini elettrici fino a quando non verranno installati i cartelli previsti dal decreto emesso lo scorso giugno dal ministero dei Trasporti e non verrà definito un bando relativo alla gestione del servizio.

SICUREZZA MONOPATTINI

Succede a Milano dove, dopo l’ordinanza comunale dello scorso 14 agosto, le aziende che si occupano del noleggio dei monopattini in città, hanno dovuto ritirare tutti i circa 1.500 mezzi elettrici a disposizione dei cittadini, da prenotare e usare attraverso un’apposita app.

(Photo credit: A. Aleksandravicius/Shutterstock.com)

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COSA PREVEDE IL DECRETO SUI MONOPATTINI ELETTRICI

Il decreto ministeriale emesso il 4 giugno 2019, innanzitutto stabilisce che, in Italia, l’ambito in cui i monopattini elettrici possono circolare sono le aree pedonali, le aree miste pedonali-ciclabili, le piste ciclabili e le strade con limite di velocità a 30 chilometri all’ora. Rimangono esclusi quindi sia i marciapiedi che le strade a normale percorrenza. Per poter usare i monopattini elettrici bisognerà aver compiuto 18 anni, oppure essere in possesso del patentino per i motorini.

Inoltre, il motore elettrico dei monopattini deve avere una potenza massima di 500 watt e tutti i mezzi devono essere dotati di un segnalatore acustico. Obbligatorio, per chi decide di adoperarli durante la notte, l’utilizzo di un giubbotto catarifrangente.

Tra gli obblighi non c’è quello del casco, sul quale le opinioni, in un verso e nell’altro, sono molto contrastanti. 

Le norme, sperimentali, saranno valide per un anno o al massimo due, in attesa di quelle definitive.

REGOLE PER USARE I MONOPATTINI ELETTRICI A MILANO

La sperimentazione sulle nuove regole relative alla circolazione dei monopattini ma anche di segway, hoverboard e skateboard era stata avviata a Milano lo scorso 27 luglio, con un provvedimento con cui venivano recepite le linee guida previste dal Ministero dei Trasporti. E nel giro di pochi giorni erano arrivate anche le prime multe per chi veniva beccato ad utilizzare il monopattino elettrico in modo scorretto.

Le aziende che si occupano del noleggio dei mezzi a due ruote, nel frattempo, hanno continuato a fornire il proprio servizio anche senza permessi da parte di Palazzo Marino, e i monopattini, nonostante le regole da rispettare, hanno continuato a sfrecciare anche nelle aree vietate, a partire proprio dai marciapiedi dove è prevista una sanzione di quasi 27 euro.

Da qui la decisione del Comune di Milano di sospendere la circolazione dei monopattini in città fino all’approvazione di un provvedimento che istituirà e disciplinerà il noleggio in modo da fornire un servizio non solo utile ma anche sicuro.

Come chiariscono in una nota la vicesindaco Anna Scavuzzo e l’assessore alla Mobilità Marco Granelli, “la micromobilità elettrica è una risorsa interessante per le città, ma monopattini, segway, hoverboard, skateboard, monoruote non sono un giocattolo e vanno regolamentati. Milano partecipa alla sperimentazione con interesse ma anche con attenzione. Presto sarà pronto l’avviso attraverso il quale anche le società potranno richiedere l’autorizzazione a posizionare mezzi in condivisione sul territorio della città di Milano: autorizzazioni ad oggi o mai richieste o già negate, in quanto non ancora in vigore il Decreto”.

Qualche settimana di attesa e sarà dunque definito il bando per la manifestazione di interesse. Le singole società che si occuperanno del noleggio dei monopattini elettrici dovranno comunicare con chiarezza ai propri utenti le regole della circolazione a Milano, le aree e la velocità consentite, il divieto assoluto di circolare sui marciapiedi o contromano, l’obbligo di utilizzare il giubbotto catarifrangente la sera e il divieto di utilizzo per i minorenni, a eccezione di ragazzi tra i 16 i 18 anni con il patentino. Alle società sarà inoltre richiesto che i mezzi in strada siano dotati di luci e limitatori di velocità.

Senza contare la questione parcheggio: agli utenti dei mezzi elettrici a due ruote si raccomanda di non intralciare il passaggio dei pedoni soprattutto di coloro che hanno difficoltà di deambulazione o che spingono carrozzine e passeggini.

(Photo credit: dantess/Shutterstock.com)

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COSA SAPERE SUI MONOPATTINI ELETTRICI

Non è solo una moda, ma un pezzo, e in forte crescita, della nuova mobilità sostenibile urbana. Quella che punta sulla transizione energetica, dall’auto ibrida all’elettrica, passando per un aumento dell’offerta di mezzi pubblici con tecnologia elettrificata, e sulla condivisione, di qualsiasi mezzo di trasporto, dall’auto alla bici, dalla moto al monopattino.

Il monopattino elettrico, appunto, sta lentamente entrando nelle opzioni alternative all’uso privato della macchina, spesso in combinazione con altri mezzi, anche pubblici, e per quella distanza, il famoso “ultimo miglio”, molto breve, da uno a due chilometri, che separa il punto di partenza dal luogo d’arrivo dei nostri spostamenti in città.

MONOPATTINI ELETTRICI IN ITALIA

I numeri ci dicono che circa 100mila italiani circolano con i monopattini elettrici, davvero tanti e in linea, se non qualcosa in più, rispetto a quanto sta avvenendo in tutto il mondo. I11n America, per esempio, in un solo anno, ci sono state 38,5 milioni di corse sugli oltre 85mila monopattini elettrici condivisi e messi a disposizione del pubblico. Ormai il monopattino elettrico ha sfondato in oltre 100 città del mondo, dove esiste un servizio per poterlo noleggiare in modo pratico, veloce e non sempre troppo costoso. L’affare fa gola a piccole e grandi società, specializzate nello sharing dei monopattini elettrici, un mercato che entro il 2030, solo in Europa, potrebbe valere qualcosa come 15 miliardi di euro.

RISCHI DEI MONOPATTINI

Tutto bene, dunque? Neanche per idea. Il rischio sul quale dobbiamo riflettere, e in parte lo abbiamo visto già a proposito del boom delle biciclette, è quello della sicurezza. Di tutti. Di chi circola con un monopattino e di chi potrebbe esserne travolto. In Francia, in Olanda, in Germania, e negli stessi Stati Uniti, ovunque il monopattino elettrico sta avanzando, c’è una domanda ancora senza risposta: “Come si evitano rischi?”. E quindi: “Come si rende sicura una possibilità importante della nuova mobilità, senza sprecarla e senza renderla un pezzo del Far west urbano”?

COME USARE I MONOPATTINI ELETTRICI

Per combattere l’anarchia di ben 20mila trottinettes parigini, spesso sfrenati e poco rispettosi di pedoni e ciclisti, abituati a sfrecciare sulle ciclabili, tra le macchine e sui marciapiedi, la sindaca Anne Hidalgo ha deciso di intervenire imponendo tutta una serie di restrizioni, a partire dal divieto di circolazione sui marciapiedi e nei parchi pubblici. Il limite massimo di velocità viene inoltre fissato a 20 chilometri all’ora, 8 nelle aree pedonali. Per il momento, invece, non vige l’obbligo di indossare il casco, di cui comunque se ne raccomanda l’uso. Il nuovo regolamento fortemente voluto dall’amministrazione comunale prevede, inoltre, multe per chi non parcheggia correttamente il monopattino e tasse per le aziende che li gestiscono.

In America si fanno i conti con questo dato: per le auto c’è un incidente ogni 100mila miglie percorse, per i monopattini si schizza a 22 incidenti ogni 100mila miglia. Troppi. In Olanda, tutti i mezzi elettrici, compresi i monopattini, non possono utilizzare le piste ciclabili e chiunque li guida ha l’obbligo di indossare un casco.

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GENERAZIONE MONOPATTINO

Un altro elemento da tenere presente nella lettura di questo mezzo così particolare è quello dell’età: il boom riguarda i giovanissimi, dai 16 ai 23 anni, e adesso sta contagiando anche le persone attorno ai 30 anni. I prezzi, non proprio stracciati, in qualche caso puzzano di spreco, e le società che fanno il servizio stanno facendo grandi affari: il noleggio è molto semplice, basta un’app. Si paga un euro per lo sblocco del mezzo e poi 15 centesimi al minuto. Non proprio bruscolini. Solo a Parigi ci sono 15 gestori che offrono monopattini elettrici a noleggio, attraverso app.

DECRETO MICROMOBILITÀ ELETTRICA

Ora, premesso che anche con il monopattino e con il suo boom la mobilità sostenibile è tutta in crescita, con un cambio di paradigma a 360 gradi,  c’è da dire che non possiamo sempre fare affidamento su leggi, norme, divieti, regole e regolamenti, per non restare inghiottiti nella trappola , e nello spreco, di un mezzo, ottimo come idea (specie se integrato con un tram o con una metropolitana), ma a rischio spreco per i pericoli ancora troppo seri e poco affrontati che comporta. A Parigi, un giovane di 25 anni in monopattino ha perso la vita scontrandosi contro un camion al quale non aveva dato la precedenza. 

In America invece, si contano già undici morti con il monopattino, vittime della strada: nove circolavano su un monopattino a noleggio. Fondamentale quindi mettere ordine e fare chiarezza su come questi mezzi vanno usati. E innanzitutto dobbiamo tutti educarci a una migliore urbanità, ed a meno conflitti rancorosi tra persone che circolano nelle città. Automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, utilizzatori di mezzi pubblici. E adesso anche uomini e donne che si spostano in monopattino elettrico. Un mezzo che, sulla carta, può avere un’autonomia fino a 35 chilometri: quanto basta per i piccoli spostamenti dell’”ultimo miglio”. 

RISCIÒ A BARCELLONA

Intanto, in Spagna, precisamente a Barcellona, si discute anche riguardo la circolazione dei risciò, il cui numero è fortemente aumentato nel corso degli ultimi anni. Attualmente se ne contano circa 2000, sono adoperati essenzialmente in ambito turistico e, nella maggior parte dei casi, vengono guidati da persone prive di apposita licenza. Così come avviene per i monopattini elettrici, anche per i risciò non è prevista una regolamentazione specifica e questo non fa che creare disordine e disagio alla circolazione in città. Intanto, a luglio ne sono già stati confiscati 122, il doppio di quelli sequestrati nel mese di giugno. Sono solo 500 i risciò attualmente registrati e in regola.

 (Nell’immagine di copertina, Milano. Photo credit: A. Aleksandravicius/Shutterstock.com)

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