Motorino selvaggio: dalla guida a zig zag nel traffico al parcheggio sui marciapiedi

Un fenomeno che produce incidenti, inquinamento, caos, e rovina l'estetica delle città e gli arredi urbani

Uova di Pasqua27

Il fenomeno del “motorino selvaggio” ha molte facce: guida spericolata con il classico zig zag nel traffico a velocità sostenuta, transito sui marciapiedi o lungo le ciclabili per scansare la colonna delle auto in attesa del verde, mancato rispetto dei semafori e dei sensi unici. e innanzitutto un parcheggio devastante, dove non sarebbe consentito.

I guidatori di moto e ciclomotori, talvolta si sentono proprietari non solo dei percorsi destinati a auto, camion e pullman, ma anche dei marciapiedi. Dei giardini. Delle aiuole. Dei luoghi in prossimità degli stabilimenti balneari. Dei lungomari. Insomma, si sentono spesso come i padroni del mondo.

Eppure anche per i motociclisti esistono i divieti di sosta, esistono gli intralci alla circolazione, esistono le normali regole del buonsenso e dell’educazione civica. perché vengono ignorate con tanta frequenza? In un anno, il 65 per cento delle sanzioni per ciclomotori e moto vengono notificate per la sosta in luoghi non consentiti, a partire dai marciapiedi. Qui i danni di un gesto così dissennato sono enormi: pedoni bloccati, specie se sono anziani, disabili o mamme con il passeggino, estetica urbana deturpata, e la pavimentazione che può cedere, creando buche e fessure proprio sui marciapiedi che sono gli spazi più frequentati dai cittadini.

I motociclisti non hanno vita facile. In genere sono odiati dagli automobilisti, anche per una naturale invidia per la loro circolazione spedita in mezzo al traffico. Non possono contare sull’alleanza dei ciclisti: sono due universi del tutto separati, che spesso non comunicano. E ancora: producono la rabbia e le reazioni dei pedoni, che rimproverano  a chi guida un motorino di non rispettare, per esempio, le strisce bianche per attraversare la strada. Oppure di guidare a velocità troppo sostenuta, per la sicurezza di tutti.

La vita dei motociclisti, poi, da alcuni anni deve fare i conti con un problema drammatico: l’enorme quantità di buche che rendono le strade delle nostre città dei luoghi ad altissimo rischio per chi guida un ciclomotore o una moto. Una buca per una motocicletta, anche di potente cilindrata, non è mai la stessa cosa che per una macchina. Basta e avanza per dare instabilità al mezzo e sbalzare il guidatore dalla sella, con pericoli enormi, anche per la vita. Ma la vita complicata dei motociclisti non giustifica la loro metamorfosi in guidatori “selvaggi” di moto e ciclomotori.

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