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Buche a Roma, si possono riparare solo con soldi privati. Donazioni, come per i musei

Il conto è di almeno 8 miliardi di euro: soldi che il comune non avrà mai. I contributi dei privati possono invece arrivare da tre rubinetti. Grandi aziende pubbliche, ricchi cittadini e crowdfunding.

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PIANO ANTI BUCHE ROMA

Non passa giorno senza che il bollettino di Roma-citta groviera si aggiorni. Secondo il Comune le buche sarebbero non meno di 50mila, e stando al Rapporto dell’Ispra dall’inizio dell’anno se ne sono aperte altre 44, una ogni due giorni. Con 250mila romani che vivono in zone a rischio alluvione, in una superficie pari a oltre mille ettari della capitale, e si muovono su una rete stradale di 5.500 chilometri.

A fronte di questa situazione, che risale ad anni di incuria, di zero manutenzione e di corruzione negli appalti per il manto stradale, ci sono i soldi da investire per rimettere a posto almeno le aree più danneggiate. Non meno di 8 miliardi di euro. Se vogliamo essere onesti con noi stessi e con tutti i cittadini: nessun sindaco di Roma, da solo, è in grado di affrontare un’emergenza così grave. Dunque, diventa solo demagogia prendersela con in sindaco di turno, in questo caso Virginia Raggi. Questi soldi non ci sono e non si saranno mai.

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PROBLEMA BUCHE IN STRADA A ROMA

E allora? Alziamo le mani in segno di resa in attesa di una prossima tragedia finora solo sfiorata? L’unica soluzione percorribile è quella di coinvolgere i privati, come nel caso dei restauri di monumenti. Sarebbe un’operazione di straordinario valore civico e anche un format da esportare in altre città, dove pure le buche non mancano.

CROWDFUNDING PER BUCHE IN STRADA A ROMA

I rubinetti da attingere per questa raccolta straordinaria sono almeno tre. In primo luogo le grandi aziende, di area pubblica, strategiche, da sistema Paese, come Eni, Enel, Poste, Finmeccanica, solo per fare dei nomi, che potrebbero finanziare una parte importante dei lavori, sotto forma di sponsorizzazioni. E avrebbero anche il diritto di essere ricordate per questo gesto. Poi ci sono i privati: a Roma non mancano personaggi dell’impresa, della finanza e delle professioni, molto facoltosi. Possibile che non possano fare un gesto concreto per la loro città che sprofonda ogni giorno? Infine, terzo gruppo, una raccolta attraverso il crowdfunding (il 35 per cento degli italiani già oggi fa delle piccole donazioni utilizzando questo strumento), coinvolgendo il vivace universo dell’associazionismo e del volontariato: anche da qui possono arrivare fondi importanti. In totale, nel tempo, la cifra degli 8 miliardi diventerebbe a portata di mano.

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EMERGENZA BUCHE IN STRADA A ROMA

A quel punto il governo dovrebbe fare un provvedimento per consentire agli amministratori di Roma di spendere questi soldi per riparare le buche con procedure eccezionali, tempi super rapidi, e senza i vincoli burocratici da calende greche ai quali siamo abituati. E agli amministratori comunali spetterebbe il compito di fare appalti efficaci e trasparenti. Non è il mondo dei sogni, credetemi: è un piccolo programma da paese civile, che la città di Roma, i suoi cittadini e gli italiani, visto che parliamo della Capitale, meritano.

(Fonte immagine: La Presse)

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