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Sanità pubblica e privata in Italia: liste di attesa infinite. Circa 65 i giorni di attesa per una visita medica nel settore pubblico

Sette invece i giorni di attesa nel settore privato. E i tempi medi di attesa per la sanità pubblica risultano più lunghi anche rispetto al privato convenzionato. 12 milioni gli italiani che, per questioni economiche, non possono rivolgersi al privato.

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SANITÀ PUBBLICA E PRIVATA IN ITALIA

Le liste d’attesa per le visite mediche sono un calvario che tutti i cittadini hanno dovuto subire prima o poi. A volte attendere può anche diventare rischioso per la salute quando si tratta di dovere indagare su una patologia seria. Succede così che, mentre chi può permetterselo, per abbreviare i tempi ed arrivare subito ad una soluzione del problema, si rivolge alle strutture private, sborsando anche parecchio denaro, sono circa 12 milioni gli italiani che, per questioni economiche, devono attendere i tempi infiniti della sanità pubblica, con rischi per la propria salute.

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LISTE DI ATTESA SANITÀ PUBBLICA ITALIANA

In base a quanto emerge da una ricerca pubblicata dall’Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi sanitari regionali,  l’attesa per una visita medica  nella sanità pubblica si aggira intorno ai 65 giorni contro i 7 del settore privato.

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E i tempi medi di attesa per la sanità pubblica risultano più lunghi anche rispetto al privato convenzionato dove si contano circa 32 giorni. Tempi di attesa che si sono allungati nel corso degli anni, seppur sempre con una certa variabilità a livello regionale.

Ma, proviamo a capire come risparmiare tempo e denaro in caso di esami clinici:

  • La legge del 1998 – Il dlgs 124 del 1998 prevede che, quando una struttura non possa garantire il rispetto dei tempi di attesa (se si superano i 30 giorni per una visita specialistica e i 60 per un esame diagnostico), l’Azienda sanitaria debba indicare al cittadino altre strutture pubbliche o privare convenzionate che siano in grado di accogliere i pazienti in tempi brevi. Qualora ciò non sia possibile, l’Azienda sanitaria autorizza che l’esame sia effettuato “intramoenia”. Per fare ciò, il paziente invia una raccomandata al direttore sanitario nella quale indica i propri dati, il tipo di prestazione richiesto e l’impossibilità di ottenerla nei tempi dovuti, ragion per cui domanda che gli venga erogata in regime intramurario, pagando solo il ticket (se non è esente)
  • Le tariffe agevolate – Si chiamano agevolate o anche “smart” quelle tariffe che sono leggermente più alte del costo di un ticket nel pubblico (circa il 10%) ma sono molto più basse (circa il 40%) rispetto al costo nel privato. Con le tariffe agevolate i tempi di attesa si riducono drasticamente e si ottiene l’appuntamento richiesto in un giorno. Ad offrire questa opportunità sono i centri ospedalieri convenzionati e bisogna farne richiesta all’atto della prenotazione della visita. Se si sceglie una tariffa agevolata, non si ha necessità di una prescrizione medica anche se è sempre meglio consultare il proprio dottore prima di effettuare qualunque esame clinico.
  • I codici di urgenza – Il medico del servizio pubblico, quello di famiglia, il pediatra o la guardia medica possono applicare un codice di priorità (dunque di urgenza) su una prestazione, qualora ne esista la necessità. In tal modo, i tempi si riducono a seconda del codice immesso. Con il codice “U” (urgente) l’esame viene eseguito entro 72 ore; con il “B” (breve) entro 10 giorni, con il “D” (differibile) entro 30 giorni le visite ed entro 60 giorni gli esami diagnostici; il codice “P” sta per “prestazione programmabile”.
  • Le liste d’attesa – Il Nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2010/2012 ha determinato i tempi massimi d’attesa per 58 prestazioni sanitarie tra diagnostica, specialistica e ambulatoriale (si tratta solo di prime visite o di primi esami diagnostici e non di visite di controllo periodiche) e per certi ricoveri. Sono poi le regioni a prendere atto del Piano e ad indicare ai cittadini quali siano le prestazioni garantite e i tempi previsti per esse. Esistono poi dei percorsi di accesso preferenziali, i PDT (percorsi diagnostico terapeutici) per due aree mediche specifiche: quella cardiovascolare e quella oncologica. La prima visita, cardiologica o oncologica, deve esser eseguita entro 30 giorni. Tra la esplicitazione del problema e la prima azione terapeutica non possono trascorrere più di 30 giorni.
  • I pacchetti on line – Una valida opzione può essere rappresentata dalla piattaforma di social shopping “Groupon”, che presenta esami clinici di vario tipo a prezzi scontati, anche oltre il 70%, in strutture private in giro per l’Italia. Bisogna accostarsi con cautela a queste proposte perché non sempre i pacchetti acquistati corrispondono all’offerta pubblicitaria da cui ci si è lasciati allettare. Gli specialisti consigliano di affidarsi a “Groupon” per visite di controllo oppure per degli esami semplici, ma non nei casi più seri o complessi. Per questi ultimi è sempre bene consultare il proprio medico e lasciare che sia lui a consigliare la strada più giusta da intraprendere.

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