Ecco chi specula sui parti. E costringe al cesareo, con uno spreco di 85 milioni per il servizio sanitario nazionale | Non Sprecare
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Ecco chi specula sui parti. E costringe al cesareo, con uno spreco di 85 milioni per il servizio sanitario nazionale

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C’è chi specula anche sui parti. Con forti sprechi per la spesa pubblica sanitaria e gravi rischi per la salute della donna e del neonato. La clamorosa scoperta arriva da una fonte molto attendibile: il ministero della Salute, che ha voluto compiere un’indagine a tappeto, in tutta Italia, per scoprire come mai in Italia abbiamo il boom dei parti cesarei, più costosi e più pericolosi. Il risultato è stato il seguente: nel 2010, l’anno preso in esame dai tecnici del ministero, i parti in Italia sono stati 482.195, dei quali quasi un terzo cesarei. E di questi il 43 per cento sono stati giudicati “inutili”. La cosa ancora più grave, e perfino misteriosa, riguarda la diagnosi: il parto cesareo, così diffuso, non è giustificato dalle cartelle cliniche che nella maggior parte dei casi sono vuote e non riportano la necessità del particolare intervento.

Come si spiega l’anomalia? La risposta è semplice: con il maggiore guadagno per la struttura, ospedale o clinica convenzionata, e per lo staff dei medici. Ogni parto cesareo, infatti, ha un costo aggiuntivo rispetto a quello naturale pari a 1.139 euro, ai quali bisogna aggiungere l’aumento della giornate di degenza. Il conto è sulle spalle del servizio sanitario nazionale, visto che le strutture esaminate dal ministero, in tutto 78, sono appunto ospedali pubblici e cliniche convenzionate. E il costo totale di questo spreco per il momento è di 85 milioni di euro. I cesarei, ultima anomalia, sono particolarmente concentrati proprio nelle regioni del Centro-Sud dove il deficit sanitario è più alto e dove è vuota la maggior parte delle cartelline cliniche (72 per cento dei casi in Sicilia).

Tenendo conto che il cesareo aumenta tutti i fattori di rischio, dalla possibilità di decesso per la donna (il rischio è triplo rispetto a un parto naturale) alle lesione per il neonato (+ 37 volte), a questo punto il ministero della Salute si trova di fronte alla possibilità di inviare la documentazione agli uffici della Procura della Repubblica. I possibili reati commessi sono gravissimi: lesioni, falso in atto pubblico e truffa al servizio Sanitario nazionale. Ma in attesa del solito intervento della magistratura, le regioni potrebbero aumentare i controlli e le famiglie potrebbero, a loro volta, vigilare sul comportamento dei medici e dei responsabili dei reparti. Il ministero ricorda che “il parto cesareo non è privo di rischio e deve essere eseguito solo se si verifichino condizioni cliniche che lo rendono necessario”. Il messaggio è chiaro e i genitori dei neonati sono avvertiti.

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