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Ospedali psichiatrici giudiziari: bocciati

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Sono ancora tante le carenze degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani. I sopralluoghi effettuati dalla delegazione della commissione d’inchiesta del Senato sull’efficacia ed efficienza del Ssn in sei strutture hanno riscontrato gravi carenze in cinque di queste. Solo un ospedale, quello di Castiglione delle Stiviere (Mantova) e’ risultato corrispondere agli standard di legge e offrire una sistemazione dignitosa agli internati e al personale. A presentare i risultati di quest’indagine al Senato sono stati Ignazio Marino, presidente della commissione, insieme ai senatori Michele Saccomanno, Daniele Bosone e Donatella Poretti. Gli ospedali esaminati sono stati quelli di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), Aversa (Ce), Napoli, Montelupo Fiorentino (Fi), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere.

I PROBLEMI – A parte la struttura lombarda, la commissione ha riscontrato gravi carenze in tutti gli altri opg. A Barcellona mancano psichiatri e psicologi, e, a parte un reparto recentemente ristrutturato, in tutti gli altri ambienti le condizioni sono degradanti, con pareti dagli intonaci sporchi e cadenti, finestre con vetri incrinati, macchie di umidita’, sporcizia, lenzuola strappate. Il tutto impregnato dall’odore di urina. Ad Aversa i padiglioni in uso sono risultati in pessime condizioni igienico-sanitarie, mentre i due ristrutturati sono inutilizzati per la mancanza del nulla osta della Asl e del certificato di agibilita’. Nell’opg di Napoli il 40% degli internati e’ detenuto “in deroga”, come un uomo che a fronte di una misura di 2 anni e’ li’ da 25. Pienamente promosso l’opg di Castiglione delle Stiviere, costruito nel 1990, con stanze e biancheria nuove e pulite, personale motivato, regime di apertura delle celle e possibilita’ per gli internati di frequentare una scuola interna o vari laboratori di pittura, rilegatura o per fare il pane.

L’ingresso dell’opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Ansa)
BARCELLONA – Un uomo nudo, coperto da un lenzuolo, legato a un letto che ha un foro in corrispondenza del bacino per i bisogni corporali. L’uomo presenta un vistoso ematoma alla zona cranica parietale di origine sconosciuta. la scena, atroce ma consueta, vista in prima persona dalla Commissione parlamentare nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Piozzo di Gotto dove in tutti gli ambienti – si legge nella relazione – emerge una situazione di degrado derivante dalle pessime condizioni strutturali e igienico-sanitarie, dovute a pareti e soffitti con intonaci sporchi e cadenti; porte e finestre con vari vetri incrinati, tali da costituire pericolo per gli ospiti; evidenti macchie di umidita’ e muffe; presenza di sporcizia dovunque; presenza di letti metallici con spigoli vivi, vernice scrostata e ruggine; pavimenti danneggiati in vari punti, si’ da costituire ricettacolo di polveri e batteri; coperte e lenzuola strappate, sporche ed insufficienti. Ovunque si avvertiva un lezzo nauseabondo per la presumibile presenza di urine sia sul pavimento che sugli effetti letterecci. Gli armadietti apparivano talvolta divelti e arrugginiti. L’unico servizio igienico, di circa un metro quadrato risultava privo di impianto doccia.

AVERSA – Ad Aversa le condizioni non cambiano. Durante il sopralluogo – scrive la commissione – veniva ispezionato il padiglione che ospita le sezioni A-B-C-D, dislocate su due piani. Si notava che le celle/stanze, munite di 6 posti letto e un servizio igienico, versavano tutte in pessime condizioni strutturali e igienico-sanitarie, con: pavimenti danneggiati in vari punti; soffitti e pareti con intonaco scrostato ed estese macchie di umidita’; ovunque cumuli di sporcizia e residui alimentari; letti metallici con vernice scrostata e ruggine; sgradevoli esalazioni di urina; armadietti vetusti; effetti letterecci (lenzuola e coperte, ndr) sporchi, strappati ed evidentemente insufficienti; finestre, anche in corrispondenza di letti, divelte o con vetri rotti: il tutto in condizioni tali da rendere disumana la permanenza di qualsiasi individuo. In generale emerge il sovraffollamento degli ambienti, l’assenza di cure specifiche, l’inesistenza di qualsiasi attivita’, la sensazione di completo e disumano abbandono del quale gli stessi degenti si lamentavano. Degenti che, nella assoluta indifferenza, oltre a indossare abiti vecchi e sudici, si presentavano sporchi e maleodoranti. In conclusione la commissione evidenzia che le carenze e le pessime condizioni strutturali e igienico-sanitarie riscontrate in entrambe le strutture, unitamente al sovraffollamento e all’assenza pressoche’ totale di attivita’ di recupero e cure specifiche, oltre ad essere fortemente lesive della dignita’ personale, appaiono, in alcuni casi, rivestire rilevanza penale.

GLI ALTRI – A Napoli la commisione trova un detenuto/paziente che a fronte di una misura di due anni e’ internato ormai da 25. Mentre a Montelupo Fiorentino i due padiglioni che ospitano gli internati si presentano con evidenti carenze strutturali, documentate anche con riprese fotografiche e filmate, dovute anche alla vetusta’ degli edifici. Sono state notate estese macchie di umidita’ a soffitti e pareti, intonaci scrostati e cadenti in vari punti; le celle anguste e in alcuni casi fatiscenti; i servizi igienici di alcune celle sono risultati sporchi, con urine sul pavimento e cattivo odore. A Reggio Emilia la struttura, vista dall’esterno, appare di recente realizzazione ed e’ disposta su vari livelli collegati tra loro sia da scale che da ascensore, mentre all’interno si presenta in scadenti condizioni strutturali a causa di copiose infiltrazioni e segni di umidita’, servizi igienici vecchi e in cattivo stato di manutenzione, locali doccia sudici, con pavimenti e pareti costantemente bagnati a causa, verosimilmente, della scarsa areazione. Anche qui c’e’ un paziente legato al letto ormai da cinque giorni.

CASO POSITIVO – Unica eccezione al girone dantesco descritto dalla commissione il caso di Castiglione delle Stiviere, considerato idoneo dal punto di vista igienico-sanitario e dotato, unico caso in Italia, di un reparto femminile formato da due sezioni chiamate “Rosa” e “Mimosa”. Questa parte della struttura – si legge nella relazione -, pur essendo alquanto vetusta, si presenta pulita e decorosa; le pazienti possono usufruire di un piccolo bar; gli impianti doccia sono aperti dalle 7 alle 9 e dalle 14 alle 15 tutti i giorni. La commissione conclude che i manicomi criminali non sono stati chiusi, che la situazione vissuta dai 1.500 internati – e non detenuti – e’ alienante, degradante, che si tratta dell’inferno dei dimenticati, di situazioni disumane, che e’ una vergogna e che di fronte a certe scene non si puo’ che provare orrore, fino allo schifo.

CHIUSURA – La commissione proporra’ la chiusura di Barcellona Pozzo di Gotto, Aversa e Montelupo ed entro la prossima settimana sara’ messa a punto una liste di persone che possono essere dimesse. Ho camminato in questi luoghi – afferma il senatore Michele Saccomanno – provando orrore per l’aver creato, come societa’, territori nei quali qualcuno ritiene di aver nascosto non ammalati psichiatrici, ma mostri di cui vergognarsi, appestati da punire oltre la legge. Ergastoli bianchi che ci fanno sentire ipocritamente uomini di legge, come ci ha definito un detenuto ex ammalato che da dieci ha gia’ scontato la pena e oggi ha la veneranda eta’ di 83 anni. Questo ramo dell’inchiesta sulla psichiatria italiana – ha affermato il senatore Daniele Busone – ci ha fatto incontrare una realta’ drammatica e impressionante, di persone malate dimenticate dalla societa’.

40% DIMISSIBILE – Sono 1.500 gli internati negli ospedali giudiziari, eppure il 40% di loro pur essendo dimissibile, cioe’ non piu’ pericoloso, continua a rimanere rinchiuso in questi posti senza essere affidato ai servizi psichiatrici territoriali – spiega Marino -. Per questo abbiamo chiesto di avere una lista dei dimissibili entro la settimana prossima, in modo che entro la fine di agosto le Asl si prendano carico di queste persone, come dovrebbero fare. Nei nostri sopralluoghi a sorpresa – spiega – abbiamo scoperto che quelle strutture che avrebbero dovuto sostituire i manicomi criminali, non sono cambiate poi molto. Alcune strutture sono indecenti e indecorose, una ferita per un Paese che voglia dirsi civile. In queste strutture non c’e’ certezza della pena ne’ cura, visto che malati psichiatrici ricevono meno di un’ora al mese assistenza psichiatrica. La commissione, che nei prossimi giorni presentera’ la relazione conclusiva su questa indagine, ha gia’ preso dei provvedimenti per agire nell’immediato. Oltre alla lista dei soggetti dimissibili – continua Marino -, abbiamo trasmesso e denunciato alle Procure le situazioni di rilevanza penale, chiesto alla Asl di Aversa perche’ i reparti nuovi dell’opg sono chiusi e chiesto alle varie Asl i certificati di agibilita’ dati a queste strutture. E poi vogliamo intervenire sui singoli casi, come quello di una persona con piede in gangrena che non viene curato in ospedale. (Fonti: Ansa e Agi)