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Lo sapevate che i bambini nascono altruisti?

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Michael Tomasello, psicologo americano, direttore dell’istituto di Antropologia evolutiva a Lipsia, esamina da tempo, con esperimenti in laboratorio come quelli di Avinun e Floreano, le forme primordiali di collaborazione tra gli uomini e ha pubblicato un libro che contiene la sintesi delle sue ricerche, dal titolo Altruisti nati. Perché cooperiamo fin da piccoli. Dice Tomasello: «Noi siamo programmati per aiutarci, per essere utili agli altri senza avere necessariamente delle contropartite. L’Homo sapiens nasce cooperativo come dimostra il fatto che i bambini sono altruisti di natura, poi crescendo questo istinto si fa piú selettivo e rischia di scomparire sotto i colpi di un io che prende il sopravvento sul noi». ??

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Lo psicologo si è spinto fino a studiare, nei minimi particolari, i comportamenti dei bambini già nei primi anni di vita per dimostrare come, senza essere influenzati dai desideri dei genitori, riescono a essere portati, naturalmente, alla condivisione, alla generosità, all’altruismo. Un gruppo di bambini tra i 14 e i 18 mesi viene messo di fronte a un adulto che vede per la prima volta: lui ha un banale problema pratico da risolvere; loro, 22 dei 24 presi in esame, si mostrano pronti ad aiutarlo. ???????Un adulto strappa un disegno dalle mani di un suo coetaneo, e appena questo accade i bambini guardano l’autore del disegno con un sentimento di partecipazione piú che di semplice solidarietà. Simpatizzano, attraverso un’attitudine ad allearsi piú che a scontrarsi, a stare insieme piú che a dividersi.

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E dopo? Quando crescono e si esce dall’età dell’innocenza? Scrive Tomasello: «Una delle questioni piú dibattute nel pensiero occidentale è se gli esseri umani siano per natura cooperativi e solidali, e vengano poi corrotti dalla società, come sosteneva Jean-Jacques Rousseau, o al contrario se nascano con il germe dell’egoismo e dell’individualismo e sia invece la società a insegnare loro a essere migliori, come pensava Thomas Hobbes. Con i miei studi e con le mie ricerche mi avvicino alla visione di Rousseau, ma come in ogni grande dibattito entrambe le posizioni contengono senz’altro qualche grado di verità». La ricerca può espandere all’infinito il suo raggio di azione, mettendo in relazione discipline complementari, pensiero filosofico con esperimenti in laboratorio, ma non sempre si arriva a una certezza che possiamo considerare scolpita come verità assoluta. Eppure l’enigma dell’altruismo, nonostante la rotondità che lo avvolge, è meno misterioso di quanto sembri: la diarchia tra gli opposti e la loro convivenza nella stessa persona, come l’egoismo e la generosità che mia madre ha manifestato nel corso di tutta la sua vita, fanno parte della natura umana. Sono un pezzo del nostro conflitto permanente fra bianco e nero, vittima e carnefice, assassino e missionario. La scelta spetta a noi, piú che alla scienza.

Brano tratto da L’egoismo è finito di Antonio Galdo (Einaudi 2012).