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L’Italia di carta? Ci costa 200 miliardi l’anno

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Più carta e meno fogli digitali ci costano 200 miliardi di euro l’anno. È quanto ci dice l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, che ha presentato i suoi dati nel corso del convegno "Italia digitale: è possibile!”

I numeri emersi sono impressionanti: sono circa 600 miliardi i “fogli” legati ad attività di business potenzialmente dematerializzabili in un anno in Italia. Se tutta questa carta fosse pazientemente “ammonticchiata” risulterebbe circa 6.780 volte più alta del monte Everest, quasi un sesto della distanza tra la Terra e la Luna. Se questa stessa pila venisse distesa lungo l’Equatore avremmo modo di completare un giro e mezzo attorno al Pianeta. Dematerializzando tutta questa carta, invece, si eviterebbe l’abbattimento di quasi 24 milioni di alberi, riducendo le emissioni di CO2 di oltre 4 milioni di tonnellate. Ma soprattutto, il solo risparmio di carta e materiali ammonterebbe a oltre 12 Miliardi di euro l’anno. E se si digitalizzassero gli interi processi, i benefici sarebbero ben più estesi (grazie ad una riduzione delle inaccuratezze, delle interazioni necessarie, dei costi di manodopera e di archiviazione ecc.), raggiungendo la cifra astronomica di oltre 200 miliardi di euro l’anno. Solo nella nostra inguaiata e bu Pubblica Amministrazione, un’analisi congiunta di diversi gruppi di ricerca degli Osservatori ICT & Management stima che una decisa accelerazione verso una “Italia digitale” permetterebbe di ottenere risparmi pari a 43 Miliardi di euro l’anno.

Ma un’Italia digitale è già possibile? Sì, secondo Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano: “Oggi una digitalizzazione dei processi in Italia è possibile. Lo dimostrano diversi progetti già realizzati. La normativa, infatti, consente già di dematerializzare molti documenti per poi conservarli in formato digitale in modalità sostitutiva, dando “certezze” sull’opponibilità a terzi anche in sede giudiziaria. Inoltre, da tempo è disponibile la gran parte degli strumenti informatici abilitanti, pienamente affidabili e accessibili: dalla firma digitale, alla marca temporale, ai sistemi di gestione massiva dei documenti, agli storage sicuri, alle soluzioni di scansione, ai software di riconoscimento automatico e Data Capturing, ai canali di comunicazione utilizzabili e spesso già utilizzati (EDI, Extranet, PEC ecc.), agli standard esistenti adottati per lo scambio di informazioni strutturate, così come alle molteplici soluzioni che rendono tra loro interoperabili standard diversi.” Insomma, ci dicono gli esperti, digitalizzare si può ma, soprattutto, si deve, aggiungiamo noi, per evitare questa valanga di sprechi fatti di carta.