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La casa mangia-smog

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Il sogno di vivere in un quartiere pulito e sostenibile si avvicina: è stata da poco inaugurata la prima casa “mangia – smog”, si chiama Gaia ed è stata realizzata a Cerro Maggiore, nel milanese.
Cemento mangia-smog, vernici cattura-inquinamento, sistemi di costruzione a emissioni zero: negli ultimi anni il business generato dal trend ambientalista ha spinto le aziende del settore a rincorrersi nel campo dell’innovazione, immettendo sul mercato prodotti sempre più avanzati.
 
La novità del momento consiste nella nuova pittura che promette di trasformare gli agenti inquinanti in aria pulita, una vernice fotocatalitica che, lo dice il nome stesso, lavora con il sole. L’azione della luce, fanno sapere dall’azienda triestina Harpo Group, che l’ha brevettata, attiva un processo ossidativo che decompone le sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera. Una volta a contatto con la facciata dell’edificio, biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene, ammoniaca e le famigerate polveri sottili si trasformano in composti inerti solubili in acqua, e non pericolose.
Ma la pittura sandtex domosil fotocatalitico non ha solo caratteristiche anti inquinanti: il sistema di pitturazione ha anche il vantaggio di tenere le superfici “autopulenti”, mantenendo la luminosità del colore bianco nel tempo, senza costose manutenzioni e riverniciature.
 
«Il processo di “purificazione” dell’aria che si attiva grazie alle pitture fotocatalitiche di Harpo group è insieme molto semplice e molto complesso – spiega Tullio Zazzara, direttore della divisione sandtex di Harpo group – l’energia solare attiva le particelle del fotocatalizzatore per neutralizzare le sostanze inquinanti. Ad esempio, gli ossidi di azoto assorbiti sulla superficie vengono convertiti in nitrato di calcio».
La prima casa ad emissioni zero ha ottenuto riconoscimenti da Legambiente e dal Ministero dello Sviluppo Economico. In effetti, le caratteristiche di rilievo non mancano: oltre ad avere la certificazione in classe A+, il livello massimo nell’ambito del risparmio energetico, il complesso residenziale non ha caldaie o canne fumarie ed è dotato di ascensore e lampade a basso consumo. Il futuro verde degli ecosistemi urbani si fa sempre più concreto.
 
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