Infortunio in itinere con bicicletta: la proposta di legge - Non Sprecare
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“Infortunio in itinere”: presentata una proposta di legge per tutelare chi sceglie la bicicletta per andare a lavoro

Una proposta importante per equiparare la bicicletta ai mezzi pubblici e prevedere un indennizzo in caso di infortunio durante il tragitto casa-lavoro.

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Equiparare la bicicletta ai mezzi pubblici utilizzati ogni giorno per il tragitto casa-lavoro e ottenere il riconoscimento dell’indennizzo per un eventuale infortunio durante il percorso: questo l’obiettivo alla base della proposta di legge presentata da Diego Zardini, parlamentare del Pd e primo firmatario della proposta, Paolo Gandolfi (Pd), Serena Pellegrino (Sel) e dal presidente nazionale Fiab Giulietta Pagliaccio, per tutelare chi ogni giorno sceglie le due ruote per andare al lavoro.

“INFORTUNIO IN ITINERE” CON BICICLETTA – La proposta di legge, che riprende le richieste già avanzate dalla Fiab (Federazione Italiana Amici della bicicletta) con la campagna “In Itinere”, può contare attualmente sul sostegno di ben cinque regioni e ha già ottenuto 12 mila firme.

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La Giurisprudenza italiana prevede già una tutela assicurativa per chi va incontro a un infortunio sul posto di lavoro e un’ulteriore copertura per il cosiddetto “infortunio in itinere” che è quello che può verificarsi durante il tragitto che si compie per raggiungere l’ufficio o la sede di lavoro. Una copertura che copre non solo l’utilizzo dei mezzi pubblici ma anche del proprio mezzo privato a patto però che sia “necessitato l’uso”.

In pratica, chi subisce un infortunio durante il tragitto casa-lavoro, per essere risarcito dall’Inail, deve dimostrare che l’utilizzo della bicicletta era necessario per diverse ragioni quali ad esempio l’assenza di mezzi pubblici in quel determinato luogo o la non percorribilità a piedi del tragitto. È successo così che molti lavoratori ciclisti si sono visti negare l’indennizzo per infortunio poiché avrebbero potuto utilizzare i mezzi pubblici per percorrere quel determinato tragitto.

La proposta di legge presentata in Parlamento punta quindi all’equiparazione della bicicletta al trasporto pubblico. In particolare, la Fiab chiede che all’articolo 12 (infortunio in itinere) del decreto legislativo n.38 del 23 febbraio 2000, dopo la frase “L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato” si aggiunga che “l’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”.

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Un obiettivo importante quindi dal momento che la bicicletta oltre a tutelare l’ambiente evitando l’emissione di sostanze nocive e diminuendo la quantità di auto in circolazione, permette anche al lavoratore di risparmiare sui costi di mantenimento dell’auto e eventuali biglietti o abbonamenti ai mezzi pubblici e di diminuire i tempi di spostamento. Senza contare che, muoversi in bicicletta e ridurre gli spostamenti in auto privilegiando il proprio quartiere per gli acquisti significa favorire l’economia locale del posto. E poi si sa, muoversi in bicicletta fa bene alla salute.

Ecco perché è importante non sprecare questa importante opportunità e incentivare l’utilizzo delle due ruote. Ed è proprio per raggiungere questo obiettivo che è fondamentale semplificare anche dal punto legislativo la ciclabilità tutelando quei lavoratori che ogni giorno scelgono di compiere un gesto importante per se stessi e per la collettività.

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