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Il gas che inquina l’acqua

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L’incidente alla centrale nucleare di Fukushima ha fatto tornare alla ribalta il gas di scisto, il metano contenuto negli scisti argillosi. Secondo alcuni potrebbe diventare un’importante fonte di energia, ma il suo sfruttamento nuoce all’ambiente.

La rivista Proceedings of the National Academy of Sciences pubblica uno studio che per la prima volta quantifica l’impatto dello sfruttamento del gas di scisto sull’acqua potabile. Analizzando l’acqua di 68 pozzi privati nel nordest della Pennsylvania e nello stato di New York, l’équipe di Robert Jackson ha osservato che nei pozzi situati a un chilometro, o meno, da questi impianti di trivellazione non convenzionale, l’acqua contiene in media 17 volte più metano. Anche se la produzione del gas di scisto è raddoppiata tra il 2009 e il 2010 negli Stati uniti, passando a 63 a 138 miliardi di metri cubici, sono stati fatti pochissimi studi sul suo impatto ambientale e sui rischi per la salute umana. È noto che la liberazione di metano nell’aria può provocare asfissia e concentrazioni elevate possono rendere l’aria infiammabile. Ma si sa poco sulle conseguenze del consumo di acqua contenente alte concentrazioni di metano, che non viene neanche preso in considerazione dalle norme sulla potabilità.

Fonte: Internazionale