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Il disinteresse per la famiglia si paga

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Va multato il «disinteresse» che un genitore riserva alla sua famiglia. Lo ha stabilito la Cassazione, sottolineando che non va colpito solo il mancato pagamento degli  alimenti ma anche la condotta morale di un genitore improntata «al totale disinteresse verso le vicende che riguardano la famiglia». La Suprema Corte (sentenza 21364/11) ha convalidato la multa prevista dall’art. 570 del codice penale che punisce la mancata somministrazione degli alimenti, nei confronti di un padre separato bolognese colpevole di essersi disinteressato, anche quando il matrimonio era saldo, sia materialmente che moralmente della moglie e dei figli.

Il caso
L’uomo, già sanzionato dalla Corte d’Appello di Bologna nell’ottobre 2008, ha tentato di alleggerire la sua responsabilità sostenendo che l’apparente disinteresse era dovuto ai continui attriti con la ex sulla gestione dei figli. La Cassazione ha sottolineato che il giudice d’appello «con autonomo apprezzamento ha indicato le prove dalle quali doveva evincersi la sussistenza dei fatti materiali attribuiti all’imputato e l’assenza di giustificazioni idonee ad escluderne la rilevanza penale,
motivando specificamente anche sulla condotta di mancata assistenza morale della moglie e dei figli». Quindi niente dubbi «sulla condotta di totale disinteresse per le vicende famigliari».