Giornata Mondiale Ambiente - Non sprecare
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Giornata dell’Ambiente, festa avvelenata. Torna ovunque la plastica usa e getta

A distanza esattamente di un anno regioni e comuni stanno facendo una clamorosa inversione di rotta. Ieri ordinanze per vietare la plastica, oggi per renderla obbligatoria

La Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno) arriva dopo il ciclone del coronavirus.  L’edizione del 2020 è dedicata alla riduzione della biodiversità del pianeta con 1 milione di specie viventi a rischio estinzione su un totale di 8,7 milioni di specie. Numeri a parte, anche il declino della biodiversità è molto collegato all’inquinamento, a sua volta causato anche da una produzione e da un consumo eccessivo di plastica. E tra le vittime del Covid-19 c’è un grande cambiamento in chiave sostenibile che rischia di essere azzerato o comunque fortemente rallentato: l’eliminazione della plastica usa e getta.

GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE

Tutto è cambiato nel giro di un anno. Anche per la scarsa capacità di attrezzarsi da parte delle nostre amministrazioni locali. Proprio nel 2019, con la benedizione del governo centrale e sulla scia di una precisa direttiva europea, c’è stata la corsa sul territorio alle ordinanze per vietare l’uso della plastica. In particolare bicchieri, stoviglie, bottigliette. Per gli incivili trasgressori erano previste anche multe salatissime e tutto faceva pensare che ormai l’Italia, come molte altre nazioni del mondo, avesse imboccato, senza ritorno, la via d’uscita dalla plastica. Almeno dalla plastica inquinante e non riciclabile. Esattamente dopo un anno le stesse regioni, dal Nord al Sud, e le stesse amministrazioni comunali che avevano vietato a 360 gradi l’uso della plastica, hanno messo sul tavolo ordinanze di segno opposto. Largo alla plastica, solo alla plastica. Per ragioni di sicurezza sanitaria.

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GIORNATA MONDIALE AMBIENTE: IL PROBLEMA DELLA PLASTICA

Un giornalista molto attento e documentato sulle questioni ambientali, Jacopo Giliberto, ha notato come la Puglia, per citare un caso, o il comune di Gallarate (provincia di Novara), per parlare di una zona del Nord, nel giro di 12 mesi hanno invertito a U le loro politiche sulla plastica. Ieri con le ordinanze che vietavano la plastica usa e getta, adesso con le ordinanze post-coronavirus che la impongono, per motivi di sicurezza.

C’è qualcosa di sciagurato in questo cambiamento così repentino, in questa schizofrenia amministrativa che rende poco credibili governatori e sindaci in materia ambientale e disorienta i cittadini. È chiaro che il Covid-19 porta a dei cambiamenti negli stili di vita e anche a misure di particolare cautela per l’igiene, ma non per questo bisogna arrendersi e ripensare completamente alle scelte fatte, con anni di ritardo, per l’eliminazione della plastica usa e getta. Una retromarcia dannosa e sprecona, rispetto alla quale ricordiamo alcuni gesti quotidiani, molto semplici, che possiamo fare tutti. Per un mare più pulito e un’aria più respirabile.

GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE: COSA POSSIAMO FARE

  • Ridurre i rifiuti in pausa pranzo

Per cominciare, avete mai pensato a quanto siamo spreconi in ufficio? Due, in particolar modo i momenti in cui produciamo più rifiuti: la pausa caffè e la pausa pranzo. Il tempo di staccare dal pc e dalla routine quotidiana in ufficio ed è un tripudio di prodotti usa e getta consumati che vanno ad incrementare i rifiuti da smaltire in discarica. Dalle capsule del caffè, ai bicchieri di plastica fino alle posate e ai piatti monouso. Abitudini sbagliate a cui possiamo rimediare con una bella tazza personalizzata da lavare dopo l’uso o, utilizzando la famosa “schiscetta” e le posate in acciaio da riportare a casa a fine giornata.

  • Scegliere l’acqua del rubinetto

Stessa cosa per le bottigliette dell’acqua: ogni anno, ciascuno di noi consuma, in media, circa 220 litri di acqua potabile al giorno e 7 famiglie su 10 acquistano l’acqua in bottiglia. Scegliere di bere l’acqua del rubinetto permette non solo di ridurre notevolmente il numero di rifiuti ma anche di risparmiare sui costi della spesa.

  • Diminuire il numero di documenti stampati, a casa e in ufficio

Rimanendo in ufficio, ma anche a casa, avete presente quanta carta sprechiamo ogni giorno utilizzando la stampante? Sono tantissimi i fogli non strettamente necessari che ogni giorno sprechiamo. Prima di procedere con la stampa, quindi, domandiamoci: mi serve davvero? Una buona abitudine che ci permette di ridurre il consumo di carta fino a 6 chilogrammi ogni anno.

  • Utilizzare le batterie ricaricabili

Anche se ormai, tutti noi, facciamo uso dei dispositivi ricaricabili, dallo smartphone alla fotocamera, sono ancora tante le batterie usa e getta che consumiamo ogni giorno. Se possibile, quindi, scegliamo sempre le batterie ricaricabili anche per i dispositivi come il telecomando, l’orologio o la bilancia.

  • Il compostaggio domestico

Sapete che produrre il compost permette di ridurre la quantità di rifiuti domestici di ben 40 chilogrammi a testa in un anno? Un’ottima scelta soprattutto se avete un giardino o un orto: il compost è il migliore fertilizzante naturale.

GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE CONTRO L’ABUSO DI PLASTICA

Un mondo che soffoca nella plastica. Un numero per tutti: ogni minuto nel pianeta vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica. Di ogni genere. Queste bottigliette poi, come rifiuti, finiscono a mare, nelle spiagge, o nelle pance degli animali, come la balena che abbiamo visto soffocata da 80 sacchetti di plastica. La plastica serve, ha una sua utilità, ma possiamo ridurne nettamente l’uso, sostituendola con altri materiali ed eliminando oggetti inutili, come le cannucce e i cotton fioc. Il nostro rapporto con la plastica ha gli stessi vizi di fondo del nostro rapporto, in generale, con i consumi.

(Nell’immagine, gli 80 sacchetti di plastica rinvenuti nello stomaco della balena trovata in fin di vita su una spiaggia in Thailandia)

LEGGI ANCHE: Plastica, l’Europa vieta i prodotti usa-e-getta. E i consumatori risparmiano 6,5 miliardi di euro

CONSUMARE CON MODERAZIONE

I consumi sono necessari, indispensabili, anche per la ripartenza dell’economia. Ma il consumo drogato, ispirato appunto alla logica dello spreco, è solo un modo per spingere artificialmente il motore del capitalismo, truccarlo. E alla fine, prima o poi, i nodi vengono al pettine, come abbiamo visto dal giorno dell’esplosione della Grande Crisi. Al contrario, il consumo moderato è più solido, costante, necessario. E produce frutti nel lungo periodo. È inutile avere guardaroba con un terzo di abiti che non utilizziamo, così come è assurdo che nelle case degli italiani ci siano, in media, 8 elettrodomestici inutilizzati. Piuttosto la nuova economia, dovrebbe spingerci a recuperare l’arte della manutenzione (che significa posti di lavoro) e la capacità, industriale e individuale, di riciclare gli oggetti, di dare loro sempre  e comunque una seconda vita. Questa è l’economia circolare, un pezzo del nuovo modello di sviluppo che stiamo costruendo.

PER APPROFONDIRE: Una vita con meno plastica, meno stress. E più benessere. Il segreto dei piccoli gesti nel racconto di questo libro

ENCICLICA PAPA AMBIENTE

Ancora una considerazione per la Giornata mondiale dell’Ambiente: festeggiatela regalando l’enciclica di Papa Francesco Laudato sì, dedicata proprio ai temi di un’ecologia integrale, che poggia la sua leva sulle azioni quotidiane, sui piccoli gesti di ogni giorno. Già il titolo, Laudato sì, è indicativo, perché riprende il Cantico delle creature di San Francesco e dunque l’impegno che abbiamo di custodire il Creato. Ma l’uomo quando spreca, quando scarta in modo dissennato, cose e perfino persone, fa il contrario: distrugge e con conserva. Non sprecare significa anche questo: conquistare la responsabilità di una terra il cui futuro, e la sua qualità, dipendono innanzitutto da noi, dai nostri stili di vita e dai nostri consumi.

COME RIDURRE OGNI GIORNO I CONSUMI DI PLASTICA:

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