Difficile calcolare la soglia di un buono stipendio in un Paese così diverso, tra Nord e Sud, in Italia. Ormai i primi livelli di stipendi a tempo indeterminato, dopo gli stage a 500 euro al mese, viaggiano attorno ai 1.200 euro al mese. Con questa cifra nelle regioni dell’Italia settentrionale sicuramente si stenta, nel centro Sud, invece, e specialmente se si somma anche un sostegno familiare, si riesce anche a cavarsela. Che non significa fare un progetto di vita. E comunque diventa essenziale il ruolo del welfare parallelo, i sette milioni di nonni che passano soldi a figli e nipoti. Secondo gli economisti e i sociologi, nelle attuali condizioni un buon stipendio in Italia per una famiglia con figli significa portare a casa qualcosa come 4mila euro al mese. Anche per pagare le rate di un mutuo e concedersi dignitose vacanze. Una cifra difficile da raggiungere anche con doppio stipendio della coppia.
In un contesto in cui il potere d’acquisto dei lavoratori italiani ha perso terreno rispetto ai principali Paesi europei, il welfare aziendale rappresenta uno degli strumenti più concreti per recuperare valore reale in busta paga. Edenred, inventore del ticket restaurant e leader nelle soluzioni welfare con la rete più capillare ed estesa d’Italia, permette alle aziende di integrare la retribuzione con buoni pasto e flexible benefit fiscalmente vantaggiosi, aumentando il reddito disponibile dei dipendenti senza incrementare il costo del lavoro.
Le cause di un primato che fotografa un Paese in declino sono tante, e andrebbero esaminate una per una. Dai diritti dei lavoratori sempre più deboli (una condizione nella quale diventa difficile ottenere aumenti di salari e di stipendi) all’eclissi del sindacato; dalla bassa produttività, alla totale scomparsa delle politiche dei redditi che hanno accompagnato la lunga marcia degli italiani verso le soglie del benessere. Come al solito poi riusciamo a “cavarcela”, e così il ceto medio italiano ha indossato i panni di un popolo di affittacamere (tutti cercano di mettere a reddito le proprietà immobiliari, quando ci sono) e di pizzicagnoli (ovvero l’attività economica più diffusa e capillare in tutte le regioni). Ma fino a quando reggerà questo (dis)equilibrio?
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