Patronato per mamme e famiglie - Non Sprecare
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A Prato è nato un caf in rosa: specializzato nella tutela di mamme e famiglie. Da un’idea di una supermamma

Chiara Masi, ragioniera di 38 anni, mamma di due bambini, ha deciso di mettere a disposizione le sue competenze delle donne e delle famiglie. Aiutandole a districarsi nella giungla della burocrazia per tutelare i propri diritti

Burocrazia, in Italia, significa spreco: di risorse, di tempo, e spesso di soldi. Al di là dei roboanti annunci di bonus, premi e agevolazioni varie,infatti, c’è un mondo di carte, moduli, firme e uffici che è sembra una selva oscura di dantesca memoria. E, spesse volte, ad annegare nel mare di scartoffie sono proprio le mamme, che tra un pannolino, un passeggino e l’iscrizione all’asilo, non riescono a stare dietro anche ai loro diritti da proteggere.

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PATRONATO PER MAMME E FAMIGLIE

Al loro fianco, però, è scesa una supermamma, Chiara Masi, una vita passata dietro le carte e i cavilli della burocrazia italiana come ragioniera, che è partita dalla sua vicenda biografica per creare il primo patronato “rosa” in Italia, specializzato in diritti delle mamme da proteggere e tutelare.

38 anni, due bambini, Masi ha aperto a Prato Mamma che Info, caf specificatamente pensato per mamme e famiglie, per offrire assistenza e aiuto in tutti i percorsi di compilazione domande per bonus ed aiuti vari: bonus bebè, bonus mamma domani, asilo nido e baby sitter, permessi straordinari dal lavoro per le quarantene dei figli dovute al Covid-19, ma anche un’assistenza più ordinaria di tipo fiscale, come la compilazione dell’Isee, gli assegni familiari, una guida per il congedo parentale e per la maternità.

Nel suo studio di via Frà Bartolomeo,  Chiara si occupa di tutto ciò che le normative nazionali e della regione Toscana prevedono per rendere meno complicata la vita delle donne.

D’altronde, chi meglio di lei, in quanto professionista e mamma, sa quanto sia difficile districarsi tra un biberon e una domanda per il bonus-bebé, una richiesta di Naspi e una merenda.

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CAF PER LE MAMME

«È nel parlare con mamme come me – scrive nella presentazione del suo progetto-  che ogni giorno mi rendo conto quanto sia importante il ruolo della mamma in una famiglia. Tante storie, tante vite, tante situazioni. Una diversa dall’altra… ma c’è una cosa che accomuna tutte noi: l’amore per i nostri piccoli. È mio dovere assisterle ed aiutarle ad ottenere tutti i bonus e tutti gli aiuti che queste super mamme possono prendere… perché io sono la loro consulente e sono la loro amica».

Ed è forse proprio questo che le mamme cercano in un servizio di questo tipo: un’attenzione e una cura particolare alle loro difficoltà e un ascolto comprensivo e risolutivo: partendo da una semplice pagina Facebook, nei dodici mesi trascorsi dall’inaugurazione del patronato in rosa, Chiara Masi ha aiutato ben 447 mamme con una media di 2500 euro di contributi recuperati a testa. 2000 domande prodotte e una serie indefinita di risposte e consulenze che hanno migliorato la vita delle mamme e delle famiglie. 

Mettendosi semplicemente a disposizione con sensibilità ed empatia, scoprendo,che non tutte le mamme sanno di avere dei diritti e delle tutele. In un’intervista al quotidiano di Prato, la stessa Masi ha confessato: «Mi sono resa conto che le persone informate sui propri diritti non sono poi così tante.Mi sono capitate donne che ignoravano l’esistenza degli assegni familiari o chi pensava di aver perso il bonus mamma che invece sono riuscita a riprendere in calcio d’angolo».

Ma il suo patronato rosa nasce anche dal provare sulla pelle la difficile condizione di mamma lavoratrice: dopo la nascita del secondo figlio, infatti, la strada di Chiara sembrava essere in salita per via degli orari incompatibili con la cura dei bambini. Proprio per questo, in un paese che ha ancora tanta strada da fare per quanto riguarda le donne e la maternità, aiutarsi tra mamme lavoratrici per Masi è una missione: a gennaio aprirà un altro caf al femminile nella città di Firenze, e poi, nel corso del 2021, a Pistoia. Le sue collaboratrici, ovviamente, avranno orari adatti ai ritmi familiari: dalle 9 alle 15.30 dal lunedì al venerdì, scegliendole in prevalenza tra donne discriminate in lavori precedenti proprio perchè mamme.

(Immagine in evidenza tratta dal quotidiano Notizie di Prato // Photocredits: Notizie di Prato)

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