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Energia eolica: ma non stiamo esagerando con le pale?

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Energia eolica: crescono gli impianti, ma anche le proteste. L’ultima regione dove si registrano prese di posizione molto dure da parte di associazioni ambientaliste e culturali è la Basilicata. L’amministrazione regionale ha appena annunciato un maxi-piano per la creazione di ben 10 parchi eolioci sul territorio, ciascuno in media da trenta megawatt per un totale di 26 pale alte 140 metri, e di questi due sono localizzati a Matera. Dove? A ridosso dell’area dei Sassi, patrimonio dell’Unesco e punta di diamante dei beni culturali e del turismo in Basilicata, e in un’area, Le Reni, di fatto all’ingresso del parco naturale.

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“E’ uno scempio, così si distrugge il campo visivo e l’equilibrio del territorio e si fa un danno all’economia della regione” protestano le associazioni. In realtà, gli amministratori della Basilicata, che secondo il piano nazionale devono arrivare a 1.500 megawatt di energia rinnovabile prodotta sul territorio regionale, puntano proprio sull’eolico per centrare l’obiettivo (da solo dovrebbe coprire il 65 per cento della quota). E analoghe proteste, come quelle dei lucani, da parte di movimenti dei cittadini si stanno registrando in Molise, Abruzzo, Sardegna e in tutte le regioni meridionali dove la tecnologia eolica ha fatto molti progressi.

L’Italia ormai è saldamente al quarto posto come potenza di megawatt da eolico installati: sono 8.144, rispetto ai 31mila della Germania (prima classificata), ai 22mila della Spagna, agli 8mila e 400 del Regno Unito. E le percentuali più alte degli impianti eolici, a parte la Toscana e l’Emilia, si registrano proprio nelle regioni meridionali. In pratica nel 2012 sono stati installati 1.200 megawatt di pale eoliche con un risparmio di 18 milioni di barili di petrolio grazie alla scommessa sull’energia prodotta dal vento.

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Ora si tratta di avere una linea ragionevole sullo sviluppo di questa tecnologia che, bisogna dirlo con chiarezza, non è neutrale rispetto all’impatto ambientale. Dobbiamo continuare a puntare sulle rinnovabili e sull’eolico, ma senza creare ulteriori scompensi ambientali sul territorio. Impianti piccoli, per esempio, e assolutamente distanti da luoghi di grande interesse culturale e turistico (come appunto i Sassi di Matera) e pale con design elegante. Sì all’eolico, ma con giudizio.