Energia gratis per i residenti Borutta - Non Sprecare
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Borutta, il borgo sardo in cui l’elettricità non si paga. E arriva, tutta, dagli impianti fotovoltaici

Nessuna bolletta dell'elettricità per i residenti di questa cittadina di 300 anime nel nord della Sardegna: l'obiettivo, oltre alla sostenibilità, è sganciarsi progressivamente dai combustibili fossili e combattere lo spopolamento, invitando nuovi abitanti a vivere nel borgo

Una comunità energeticamente auto-sostenibile, che provvede al suo fabbisogno energetico grazie alla produzione di energia con fonti rinnovabili, in cui i cittadini non pagano la fornitura di elettricità, grazie alla costruzione di una pala eolica da 850 kilowatt.

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ENERGIA GRATIS PER I RESIDENTI BORUTTA

La prima esperienza del genere in Sardegna, una tra le dodici comunità autosufficienti che sono attive, o in partenza, sul territorio nazionale. Le altre, almeno fino a poco tempo fa, riuscivano a coprire, con l’autoproduzione da impianti fotovoltaici, solo l’80 per cento del fabbisogno energetico degli abitanti. 

Nella cittadina sarda di 300 abitanti della provincia di Sassari, nel cuore del Logudoro, area centro – settentrionale della Sardegna, invece, l’installazione e la messa a punto degli impianti fotovoltaici per l’autosufficienza energetica di tutti gli abitanti è parte di una programmazione ben più ampia, che non solo ha a che fare con la gratuità dell’energia, ma anche, e soprattutto, sullo spopolamento del borgo. 

Bollette a zero per l’energia elettrica per tutte le famiglie di Borutta, quelle che restano ma anche quelle che arrivano, sperando che l’assenza di costi vivi per l’elettricità attragga nuovi abitanti nel bel borgo sardo. Lo specifica il primo cittadino del paese, Silvano Arru, in un’intervista al quotidiano La Nuova Sardegna: «In primis – ha spiegato Arru – verrà posto un freno allo spaventoso fenomeno dello spopolamento che potrebbe determinare la scomparsa di Borutta entro questo secolo e, poi, potrà essere invertito il trend demografico, favorendo non solo il “restare” ma anche l’arrivo di nuove famiglie. L’amministrazione comunale – prosegue Arru-  ritiene che rendere tutte le case del paese autosufficienti energeticamente, in modo gratuito, possa rendere molto appetibile per le famiglie l’idea di “restare” nel borgo natio o di trasferirsi nelle molte case vuote per chi arriva da fuori. 

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ENERGIA A COSTO ZERO BORUTTA

Il piano di autosufficienza energetica è sul piatto da tempo, guidando le scelte dell’amministrazione lungo la doppia direttrice degli incentivi ai residenti per dotarsi di elettrodomestici a basso consumo e della produzione di energia elettrica destinata agli edifici pubblici con impianti fotovoltaici sparsi nel centro abitato. In questo modo il palazzo comunale, le strutture sportive e scolastiche, la sala congressi, la biblioteca e la casa di riposo sono alimentate tutte con energia prodotta in totale autonomia. 

Il progetto di Borutta, quello di diventare una cittadina a zero combustibili fossili, consiste anche nel convertire tutte le abitazioni e gli edifici pubblici all’elettricità, dismettendo gpl, metano o altri combustibili non eco-sostenibili, per poi sostenere i consumi di tutti e tutte con l’autoproduzione: iniziato 8 anni fa nell’ambito del piano d’azione per l’energia sostenibile del 2012, è oggi diventato realtà dopo l’approvazione, nell’agosto 2019, del decreto milleproroghe. Diventando un modello facilmente esportabile sia per le città e i paesi limitrofi che per altre cittadine della penisola con amministrazioni altrettanto sensibili al tema dell’energia elettrica gratuita per i cittadini.

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