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Bambini drogati del web: a Roma si curano in ospedale

Una task force per i giovani dipendenti della Rete. Il 35 per cento dei bambini, tra i 7 e gli 11 anni, naviga almeno un’ora al giorno e il 20 per cento passa due ore con i videogiochi. Troppo spreco di tempo.

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DIPENDENZA INTERNET BAMBINI –

I numeri sono impressionanti. Sia per i valori assoluti, sia per la progressione. Ormai più del 35 per cento dei bambini in età tra i 7 e gli 11 anni navigano sul web fino a un’ora al giorno, il 20 per cento utilizza i videogiochi fino a due ore al giorno. C’è, insomma, una sorta di dipendenza infantile dalla Rete che si somma a quella dalla televisione. Un disastro.

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CENTRO CURA DIPENDENZA INTERNET ROMA –

A Roma aumentano le richieste di assistenza al Centro per la cura della dipendenza da Internet, presso l’ospedale Gemelli, diretto dallo psichiatra  Federico Tonini, dove adesso entra in campo una task force per fare consulenza quotidiana alle famiglie colpite da questa patologia. «La questione di fondo, e anche la maggiore causa di questa dipendenza, è la mancanza di comunicazione emotiva tra genitori e figli» avvisa Tonini. Dunque, sul banco degli imputati ci sono loro, le famiglie, che lasciano troppo soli bambini e adolescenti. Chiusi nel mondo e nelle suggestioni virtuali della Rete, poco inclini all’empatia ed ai rapporti umani autentici. E con il rischio di diventare bambini arrabbiati, silenziosi, scontrosi. E pericolosamente tendenti al bullismo, molto spinto proprio attraverso i social e il web.

SICUREZZA BAMBINI SU INTERNET –

Una seconda causa del fenomeno è che con il web stiamo facendo il bis della televisione. Dice Tonini: «Ancora una volta un apparecchio elettronico, con la suggestione della tecnologia, viene utilizzato come baby sitter. Un errore molto grave, che però fa comodo a tante famiglie, che così si sbarazzano dell’incombenza di seguire i loro figli anche nel corso della giornata, o magari la sera, quando si rientra a casa stanchi per una giornata di lavoro». L’appello dello psichiatra, dunque, è di essere più presenti con i bambini, di seguirli, perfino di controllarli (senza attività di spionaggio e rispettando la privacy) su tablet, pc, telefonini. Fidiamoci del professore, e ascoltiamo i suoi consigli.

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