Onoterapia: perché curarsi con gli asini è molto efficace
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Onoterapia: perché curarsi con gli asini

Ci insegnano la mitezza e la capacità di stare insieme. Con loro coltiviamo il piacere della lentezza, nell'era della fretta. Gli asini in Italia sono raddoppiati in dieci anni

Ci sono ospedali, come il San Raffaele di Viterbo, che la praticano da anni: l’onoterapia, ovvero l’uso dell’asino per migliorare il proprio sistema relazionale, e anche per recuperare funzioni della memoria, psicomotorie, cognitive, muscolari e linguistiche.

ONOTERAPIA

L’onoterapia è una classica pet therapy (con gli asini al centro dell’intervento curativo), diffusa prima in Francia, Svizzera e Stati Uniti. E poi arrivata anche in Italia. L’asino è un animale considerato particolarmente adatto per essere utilizzato  a scopi  teraputici per alcuni motivi fondamentali. Innanzitutto il peso: è un animale solido, che offre immediatamente garanzie di affidabilità e sicurezza. Poi è un tipico animale empatico, perfetto per entrare in contatto con i bambini, con gli anziani e in generale con le persone fragili. Terzo: è un animale che si lascia toccare e accarezzare senza problemi, e questo atteggiamento ha una funzione tranquillizzante per il paziente.

CURARE CON GLI ASINI

Stavano scomparendo, e invece adesso in Italia se ne contano 59mila, il 90 per cento in più rispetto a dieci anni fa. E inoltre, grazie alla comunità scientifica, abbiamo capito che possono curarci, corpo e mente, e darci anche un latte molto prezioso, specie per quei 15mila bambini allergici al latte di mucca. Sto parlando degli asini, una delle grandi riscoperte del mondo degli animali, che non finisce mai di sorprenderci, e un grande spreco di risorse naturali che stiamo finalmente superando. Grazie alla recupero, e alla conoscenza, delle tante cose che gli asini ci possono dare, con la loro scuola e attraverso l’onoterapia.

Quante cose possono insegnarci gli animali, anche se sono letteralmente, e non metaforicamente, asini? Un animale che sembra perduto nellla memoria (scarsa) del mondo in bianco e nero, di una sorta di archeologia agricola, economica e culturale. E invece l’asino è modernissimo, direi un simbolo della modernità e dei suoi problemi, con tutto ciò che ci porta in termini di esempio di mitezza, in un mondo sempre più violento, di capacità di padroneggiare il tempo, laddove viviamo immersi nell’affanno vacuo e miope del presentismo, di forza delle relazioni, mentre soffriamo per il virus di una solitudine fatta anche di eterne connessioni virtuali e non reali.

ONOTERAPIA: COS’È E COME FUNZIONA

Una mia amica ha portato sull’isola di Panarea, nell’arcipelago delle Eolie, due asini che adesso vivono nel bosco allo stato brado. Ogni tanto andiamo a salutarli e passiamo qualche ora con loro. Ci aiutano a capire quanto questo animale, che non a caso viene utilizzato per una specifica cura chiamata onoterapia, ha da insegnarci, e quanto sia utile pensare come gli asini. Significa imparare quella morbidezza che serve a smussare le spigolosità del nostro carattere, a riscoprire il piacere della lentezza, dei tempi giusti e distaccati dalla fretta, a coltivare la capacità di entrare in relazione con gli altri. Sono gli asini che ci insegnano quanto la mitezza non sia da confondere con la debolezza, ma semmai rappresenti il valore della solidità, della forza interiore.

COME SI SVOLGE L’ONOTERAPIA

L’onoterapia si svolge attraverso quattro fasi che prevedono un graduale contatto con l’animale, fino poi alla più completa confidenza e complicità.
  • Nella prima fase è come se il paziente e l’asino iniziassero ad annusarsi, a conoscersi. E dunque si entra in contatto con l’animale, avvicinandosi ma senza con questo cavalcarlo.
  • Nella seconda fase il contatto diventa più stretto. Il paziente si prende cura dell’asino, lo coccola e lo conduce. Ancora senza cavalcarlo.
  • Nella terza fase finalmente inizia il contatto diretto, tra i corpi. E l’asino viene cavalcato dal paziente.
  • Nella quarta fase le attività di onoterapia diventano di gruppo, e non più individuali. Vengono coinvolte altre persone, tra le quali gli operatori.

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GLI ASINI E L’ONOTERAPIA

L’asino era un animale destinato all’eclissi, con l’avvento della tecnologia in agricoltura che ne ha di fatto eliminato la funzione economica nei campi. E invece in tutto il mondo, e anche in Italia, si sta riscoprendo il valore di questo straordinario animale, del quale ne esistono 50 milioni di esemplari nel pianeta, attraverso appunto la onoterapia.

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LA CITTÀ DEGLI ASINI

È indicata per tutti, ma innanzitutto per bambini e per persone anziane, o anche per soggetti disabili o con disturbi psichici ed emotivi, come viene spiegato nel sito La città degli asini.  O anche in alcune specifiche attività con i bambini: come nel caso dell’asinobus a Treviso, dove sono gli asinelli a portare i bambini all’asilo, in gruppo. Largo agli asini, dunque, e diamogli spazio nelle nostre vite.

ONOTERAPIA E AUTISMO

L’onoterapia sta dando risultati interessanti nella cura dei bambini autistici, motivo per cui si utilizzano spesso gli asini per il trattamento di questa terribile malattia e aumentano gli studi scientifici che ne approfondiscono gli eventuali benefici. Al momento le certezze sono queste. Le terapia con gli asini aiuta i bambini autistici a rilassarsi, a non rinchiudersi sulla difensiva. Migliora l’aspetto e la tonicità del loro corpo. Con l’asino, a differenza del cavallo, il bambino non corre il rischio di essere spaventato.

QUANDO GLI ANIMALI CURANO GLI UOMINI:

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