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Torino, la nuova giunta vuole una città più vegan per salvaguardare ambiente, salute e animali

Nel programma dalla neo sindaca Chiara Appendino sono previsti una serie di progetti per “promuovere la dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale” attraverso iniziative nelle scuole e la collaborazione con associazioni animaliste e medici nutrizionisti

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TORINO VEGAN CITY –

A Torino da poco più di un mese si è insediata la nuova giunta del Movimento 5 stelle, capeggiata dalla neo sindaca Chiara Appendino. Questa settimana l’esecutivo della prima capitale d’Italia ha depositato in Consiglio comunale il programma di governo. Nelle 62 pagine del documento c’è una piacevole sorpresa per tutti i vegetariani e vegani ma anche per chi sta pensando di diventarlo. Uno degli obbiettivi della giunta Appendino è far diventare Torino una vegan city attraverso la “promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale”.

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POLITICHE PER IL VEGAN –

L’orientamento messo per iscritto nel programma viene considerato un “atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali attraverso interventi di sensibilizzazione sul territorio”. Proprio gli animali sono uno dei beneficiari di queste politiche perché si vuole “promuovere una cultura del rispetto che li riconosca come soggetti di diritti”. Questi risultati, si legge nel documento, dovranno essere raggiunti attraverso “progetti didattici nelle scuole sulla tutela, sul rispetto degli animali e sulla corretta alimentazione in collaborazione con le associazioni animaliste, medici nutrizionisti, organi di politica ed esperti di settore”. La notizia di questa nuova linea del Comune ha suscitato qualche polemica e non poco sarcasmo sui social network, per questa ragione, la neo assessora all’Ambiente Stefania Giannuzzi ha voluto chiarire al Corriere della Sera che: “non c’è nessuna contrapposizione con l’industria della carne. Non vogliamo far chiudere le piccole botteghe o rovinare le persone che lavorano da anni valorizzando il patrimonio enogastronomico piemontese”.

CITTÀ VEGANE –

Il provvedimento va sicuramente incontro alle esigenze di una città particolarmente sensibile al tema. Negli ultimi anni, infatti, a Torino si tiene il Veg festival (dal 2001), i ristoranti vegani e vegetariani sono diventati oltre 30 e i negozi che forniscono prodotti biologici sono moltiplicati. Nell’attesa che la città piemontese completi la sua “trasformazione”, si può fare un salto a Berlino anche se la città più vegan al mondo si trova in India, a Palitana nello stato del Gujarat. Dove, dopo lo scipero della fame intrapreso dai monaci Jain (seguaci di una religione per la quale è vietato uccidere e consumare la carne e i derivati degli animali), il governo ha vietato per legge la macellazione e la vendita di carne, pesce e uova.

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