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Come educare il cane, 10 regole essenziali e semplici. Non dategli da mangiare mentre siete a tavola

E ancora: sgridatelo senza esagerare e premiatelo rapidamente, entro tre secondi. Giocate spesso con lui. Non tirate troppo il guinzaglio. E fatelo camminare al vostro fianco

Dal primo giorno nel quale un cane, anche molto cucciolo, entra in casa, inizia un lungo percorso di educazione. Nel quale la cosa fondamentale, proprio come con i bambini, è mantenere la barra dritta. Ovvero essere fermi, costanti, autorevoli, e non affastellare comandi contraddittori.

COME EDUCARE IL CANE

Dunque, con il cane non bisogna sprecare la propria reputazione e non bisogna sprecare l’affetto che riceviamo diventando troppo remissivi. Loro sono intelligenti e sanno cogliere bene le nostre debolezze.

La palestra nella quale si consuma l’educazione del cane è la nostra casa, alla quale dobbiamo aggiungere tutte le zone nelle quali lo portiamo a passeggio (e anche in questo caso l’educazione è molto importante: un cane maleducato diventa malvisto e inavvicinabile).

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COME EDUCARE UN CANE

Vediamo 10 consigli fondamentali per educare bene un cane, con la giusta dose di leggerezza, senza farvi prendere dal panico, e pronti a raccogliere i risultati sperati.

L’arrivo in casa. Le buone abitudini vanno fissate dal primo giorno in casa. Educarlo, per esempio, a fare i propri bisogni con regolarità, agli orari stabiliti e poi, mano a mano, all’esterno della casa. In una prima fase è bene osservare il cane, in modo anche da conoscervi meglio reciprocamente. Se il cane, a proposito di bisogni, si agita e annusa in modo nervoso ogni angolo dove circola, il messaggio è chiaro: dovete portarlo fuori se non volete che sporchi la casa. Allo stesso tempo evitate di lasciare in giro, alla sua portata, oggetti fragili e piccoli, che potrebbe facilmente distruggere. Non fatelo cadere in tentazione.

Gli spazi giusti. In poco tempo il cane avrà la sua cuccia. E non solo intesa come piccolo spazio dove riposare, ma come luogo privilegiato e personale della sua vita domestica. Una zona tutta sua. Il cane tenderà sempre a privilegiare una stanza dove potrà stare in compagnia con il suo padrone, l’integrazione avviene fin da cuccioli. Quanto allo spazio per dormire può essere la classica cuccia, o anche una cesta o una cassetta dai bordi alti (con un materassino e un panno lavabile), o semplicemente un comodo tappeto. L’importante è che sia alla giusta distanza da potenziali spifferi di aria fredda.

Quando e come sgridarlo.  Fatelo quando è necessario, e senza esagerare. Per esempio: quando abbaia troppo e senza alcun motivo. Questo è un atteggiamento da scoraggiare dall’inizio, per evitare che il cane prenda poi l’abitudine ad abbaiare magari solo per ricevere attenzione.

Premiarlo rapidamente. Dal momento in cui il cane compie l’azione per la quale merita un premio all’attimo nel quale lo premiate, non devono trascorrere più di tre secondi. Il motivo è ovvio: se il tempo si dilata, il cane non assocerà il premio all’azione svolta, e quindi avrete sprecato un tassello del vostro puzzle educativo.  Le ricompense possono essere diverse. Lodi, carezze, apprezzamenti. Ma anche un bocconcino di cibo è sempre gradito.

Giocate spesso. Il gioco, nelle diverse forme possibili, ha almeno tre funzioni importanti per il cane. Innanzitutto lo diverte, lo rilassa, lo mette di buon umore. E dunque lo rende una compagnia ancora più piacevole del solito. In secondo luogo, l’istinto del gioco (presente già dalla terza settimana di vita) è uno sfogo per le tensioni del cane. Ecco il motivo per il quale bisogna, per esempio, farlo correre all’inseguimento e alla ricerca di uno dei suoi oggetti preferiti. Infine, il gioco è un canale privilegiato di rafforzamento del rapporto tra cane e padrone. Entrambi ne hanno tutto da guadagnare.

Insegnate a camminare. L’attività fisica è fondamentale anche per i cani. Nel portarli a passeggio tenete conto di alcune buone abitudini. Primo: devono camminare al vostro fianco, salvo quando rincorrono un oggetto che avete lanciato ed è da riprendere. Secondo: non tirate troppo il guinzaglio e se il cane tende a strappare, fermatevi fino a quando non si tranquillizza. Terzo: quando l’ambiente lo consente, fatelo andare senza guinzaglio. Quarto: considerate come fondamentale il comando «Vieni». È una delle parole più importanti che il cane deve capire e seguire, anche per ovvi motivi di sicurezza e per evitare incidenti. Soltanto dopo arrivano altri comandi essenziali: per fare stare il cane seduto, a terra accucciato, disteso.

Educazione con il cibo. Per quanto i cani, in genere e alcune razze in particolare, siano sempre affamati, il rapporto con il cibo e con i pasti rientra pienamente nel galateo del nostro compagno di vita. Il cane deve abituarsi, e dipende da noi e dal nostro comportamento, ad aspettare l’orario del suo pranzo, e tocca a noi garantire un’alimentazione varia ed equilibrata, le giuste dosi e innanzitutto orari regolari. Non c’è da spaventarsi se il cane mangia in fretta, fa parte del suo spirito competitivo: meglio se riuscite a convincerlo a rallentare.

Evitate gli avanzi.  I cani hanno un apparato digerente molto più delicato di quello dell’uomo e questo va tenuto presente nel tipo di alimentazione che si sceglie. Una volta che avete consentito al cane di piazzarsi accanto a voi, in attesa di cibo, mentre siete a tavola, sarà poi difficile liberarlo da questa abitudine. Evitate anche di dare cibo se il cane guaisce (è un’altra cattiva abitudine) o se abbaia.

Cibi da evitare. Non sono pochi, ed è bene essere informati per evitare pessime sorprese. La cioccolata, per esempio, è altamente tossica e anche poche decine di grammi possono essere letali. Cipolle e aglio hanno un effetto intossicante per i cani, E le ossa di pollo, tacchino e coniglio sono assolutamente da evitare. Troppo piccole, con il rischio che, frantumandosi, vadano a bucare esofago, stomaco o intestino.

Il senso del gusto è diverso. Il senso del gusto del cane non è sviluppato come quello dell’uomo. E ciò porta i cani, tendenzialmente, a mangiare tutto e di tutto. Un motivo in più per definire una dieta corretta, da seguire con attenzione, magari con la consulenza del veterinario. E somministrando il cibo un paio di volte nel corso della giornata, senza concentrarlo in un unico orario sovraccaricando così l’apparato digerente.

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