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Come coltivare il giglio

Terreno drenato. Pieno sole. Temperature miti

Sono tra i più bei fiori che possiamo avere in giardino o in balcone e, fortunatamente, prendersene cura è piuttosto semplice. Se volete sapere come coltivare il giglio – fiore noto per la sua eleganza – ve lo spieghiamo sotto con tanto di consigli utili su come e dove piantarlo e su quanta acqua dare. I gigli portano bellezza, colore e profumo, è vero: importante è, però, posizionarli nel luogo giusto. Vediamo quando si piantano i bulbi di gigli e dove è preferibile farlo.

Come coltivare il giglio

CARATTERISTICHE DEL GIGLIO 

I gigli sono fiori appartenenti al genere Lilium, famiglia delle Liliaceae. Sono fiori molto aromatici e comuni all’interno dei bouquet e delle composizioni floreali. Il loro habitat naturale sono le zone montuose o boscose, ma questa pianta bulbosa e perenne si adatta a quasi tutti i tipi di terreno e giardino grazie alla sua facilità di propagazione e radicazione. Il giglio raggiungere in media i 60 o 70 cm di altezza. La pianta è perenne, ovvero si mantiene verde tutto l’anno, ma sono i suoi fiori a rappresentare la sua parte più bella.

I gigli sono grandi e colorati, hanno forma di stella, sono molto luminosi e generalmente profumati. Sono costituiti da tre sepali lunghi fino a 12 cm (si riconoscono perché sono curvi e mirano verso l’esterno) e tre petali (che stanno, invece, in posizione eretta al centro). Fiorisce principalmente in estate, ma se è posto in una zona nella quale il clima è costante, può farlo più volte durante l’anno.

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Come coltivare il giglio

COME COLTIVARE IL GIGLIO IN GIARDINO

Come e dove piantare i gigli? Anche se è meglio piantare i bulbi a fine estate, potete metterli a dimora in primavera una volta che il terreno diventa lavorabile. Tali fiori necessitano di molto sole: per assicurare ottime fioriture dovrebbero ricevere tra le 6 e le 8 ore di luce diretta al giorno. In mancanza di pieno sole, potreste assistere all’inclinamento e alla caduta degli steli. Meglio non rischiare.

TERRENO

Il terreno adatto è ben drenato. Ciò eviterà che l’acqua vada a causare la marcitura dei bulbi. La maggior parte delle varietà preferisce terreni acidi a terreni neutri: è consigliabile arricchirli con compost o fertilizzanti naturali. Per quanto riguarda l’esposizione evitate luoghi all’ombra in quanto qui la pianta non fiorirebbe. Preferite al massimo zone semi ombreggiate. Inserite nel substrato un fertilizzante naturale a lenta cessione per piante da fiore: favorirà lo sviluppo della pianta.

CLIMA ADATTO

I gigli patiscono il freddo e non amano stare in zone esposte al vento. Per questo motivo dovreste scegliere un ambiente nel quale la temperatura sia costante. Se i bulbi sono stati piantati in una stagione molto fredda, si consiglia di coprire il terreno con del compost. Operazione da ripetere, questa, quando inizia la fioritura.

SEMINA

È importante non piantarli molto vicino ad altri fiori perché hanno bisogno di parecchi nutrienti. Il periodo ideale per la semina sono la primavera o l’autunno. I bulbi vanno piantati con la punta rivolta verso l’alto ad almeno 30 cm di profondità per proteggerli dalle temperature molto calde in estate, e ad una distanza di circa 25 cm. Per godere di una buona crescita, si consiglia di raggruppare 3-5 bulbi. Quando trapiantare i bulbi di giglio? Il periodo migliore per dividerli e trapiantarli è l’autunno, nello specifico tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

ANNAFFIATURE

Quanta acqua dare ai gigli? In genere tali fiori richiedono annaffiature saltuarie, giusto la quantità di acqua necessaria per mantenere umido il terreno. Va bene quindi una volta alla settimana durante la primavera e l’autunno. Nelle stagioni più calde e nel periodo della fioritura sono richiesti dei getti abbondanti. Meglio se nelle prime ore del mattino in modo da favorire l’evaporazione in eccesso dell’acqua.

MALATTIE

Diversi sono gli insetti e le malattie che possono minare la buona salute dei gigli. Tra questi si annoverano larve e coleotteri (che si nutrono delle foglie dei gigli) e funghi, che colpiscono direttamente le foglie e che sono causati dalla troppa umidità e dalle alte temperature.

COSA SI FA DOPO CHE IL LILIUM FIORISCE?

Una volta che il tanto atteso momento della fioritura arriva, segue l’ingiallimento della pianta. Questa inizierà dapprima a cambiare colore diventando sempre meno verde, quindi si seccherà. Ma non bisogna trascurarla. Cosa fare dei gigli dopo la fioritura? Anche in questo momento bisogna continuare ad annaffiarli con frequenza. Ciò impedirà al bulbo di seccarsi e assicurerà che la pianta torni a fiorire.

Come coltivare il giglio

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COME COLTIVARE I GIGLI IN VASO

Sapere come coltivare il giglio in vaso permette di godere di una fioritura eccellente tra le pareti domestiche. Grazie alla loro facilità di coltivazione in casa, i gigli possono costituire una gradevole pianta d’appartamento. Crescono bene in vaso aggiungendo un tocco delicato a qualsiasi stanza. Tra gli accorgimenti utili per chi ha intenzione di coltivarli in casa, inserite nel contenitore un terreno di coltura universale mescolato con perlite. E, nel caso, favorite la fioritura primaverile con l’aggiunta di un concime liquido apposito per piante da fiore, da aggiungere all’acqua per l’irrigazione ogni due settimane.

Dopo le annaffiature, si consiglia di svuotare i sottovasi per evitare i ristagni idrici, che possono fare marcire le radici da un lato, ma anche creare terreno fertile per lo sviluppo delle malattie fungine tipiche della pianta. Se state coltivando il giglio in vaso, in inverno è preferibile ritirarlo dal balcone o dalla terrazza ponendolo in un luogo riparato della casa, non sopporta, infatti, le basse temperature.

GIGLIO DI SANT'ANTONIO

COME COLTIVARE IL GIGLIO DI SANT’ANTONIO

Il giglio di Sant’Antonio è originario del Mediterraneo orientale ma si trova facilmente in molte aree dell’Europa e del Medio Oriente. Si caratterizza per il profumo dolce e, così come le altre specie, per la facilità di coltivazione. Per farlo crescere rigoglioso, scegliete un’aiuola delimitata da una bassa siepe e caratterizzata da terreno fertile, ben drenante ed eventualmente calcareo. I bulbi vanno piantati in superficie, a circa 6 cm di profondità tra settembre e fine ottobre. L’unico accorgimento che il giglio di Sant’Antonio richiede è una buona irrigazione in presenza di primavere molto calde. Attenzione anche al cryocera, un piccolo insetto rosso che ne divora le foglie. Potete rimuoverlo ricorrendo ad apposite trappole o alla distruzione delle uova.

gigli di mare

COME COLTIVARE IL GIGLIO DI MARE

Un cenno merita, infine, il giglio di mare (noto anche come narciso marino), pianta spontanea che cresce in maniera selvaggia sui litorali marini. I suoi fiori, molto profumati, sbocciano tra giugno ed agosto. Con le dovute attenzioni, il giglio di mare può essere coltivato in giardino come pianta ornamentale. Nella nostra Penisola è una specie protetta. Anziché estirparlo dal terreno per ricavarne i bulbi, procuratevi i semi direttamente presso un consorzio. Il giglio di mare cresce bene in zone calde e soleggiate – non teme, difatti, la siccità – in terreni sabbiosi e ben drenati. Se volete coltivarlo, dovrete piantarlo in un terreno sabbioso e drenante oltre che porlo in pieno sole.

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