Come coltivare il girasole | Non Sprecare
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Come coltivare il girasole

Non molta acqua durante il periodo di crescita. Semina tra marzo e maggio. Buona esposizione solare

Una pianta molto simbolica, intensa, al cui centro c’è proprio Helios, il dio del sole. Il girasole si può coltivare in un orto, in giardino, ma anche in un semplice vaso. Non è una pianta che richiede un grande lavoro, ma una serie di accorgimenti che vanno seguiti.

CARATTERISTICHE

Luminosi e allegri, i girasoli ricordano il sole estivo. Grazie ai loro petali gialli, tali fiori hanno un aspetto inconfondibile. Le loro dimensioni possono variare a seconda della specie. In base ai semi utilizzati, possono raggiungere un’altezza compresa tra un minimo di 1 metro fino ad un massimo di 3-4. Anche il loro diametro varia da pochi cm fino anche a 30. Le radici sono di tipo fascicolato e riescono a raggiungere profondità comprese tra 40 cm e 2 metri. Il colore dei loro fiori abbraccia tutte le tonalità di giallo-arancio (possono anche essere bianchi o rosso scuro), ed i loro petali sono medio-lunghi e dalla forma allungata. Come prendersi cura di una pianta di girasole? Vediamo nel dettaglio.

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Come coltivare il girasole

COME COLTIVARE IL GIRASOLE

Il girasole è molto facile da coltivare: lo si può far crescere sia all’aria aperta, e quindi in un giardino o aiuola, che in vaso. Il momento ideale per la semina coincide con la primavera, in particolar modo il periodo che va dal mese di marzo fino a metà maggio. Chi vuole coltivare i girasoli nel terreno deve sapere che la pianta comune si sviluppa molto in altezza e che vanno seminati in una zona luminosa con una buona esposizione ai raggi solari (da 6 a 8 ore al giorno). Meglio se in un luogo protetto dal vento. Il terreno amato dal girasole è ben drenato. Il bello della sua coltivazione sta nel fatto che i fiori crescono velocemente: si possono già vedere a poche settimane dalla semina.

TERRENO

Come anticipato, il terreno deve essere ben drenato. Prima di procedere con la semina, privatelo delle erbacce e assicuratevi che sia di consistenza fine, magari arricchito con un buon compost. Per la concimazione del girasole potete anche aggiungere un fertilizzante granulare a lenta cessione per nutrire in maniera adeguata i fiori in crescita.

CLIMA ADATTO

I girasoli sono noti per amare il clima mite e caldo. In tali condizioni prosperano in quanto sono particolarmente robusti ed hanno una grande capacità di adattarsi al caldo estremo. Le temperature consigliate, ovvero quelle ottimali per la coltivazione di tali fiori, tuttavia sono comprese tra 20-26 gradi.

SEMINA

Quando si piantano i girasoli giganti e le altre specie? Come anticipato, il periodo di semina è quello primaverile (ma non oltre metà maggio). I semi vanno posti ben distanziati tra di loro nel terreno, e vanno spinti in profondità per 1,5 cm. Fatto questo, si può procedere con l’annaffiatura. Se si trovano all’aperto, è consigliabile proteggere i semi appena piantati con campane o cestini volti ad impedire ad uccelli, insetti o altri animali, di mangiarli.

ANNAFFIATURE

I girasoli richiedono molta acqua per germogliare ma, durante la stagione di crescita, ne necessitano di poca, una volta a settimana. Le annaffiature devono essere regolari ma non eccessive, per non causare ristagni che potrebbero provocare la marcitura delle radici.

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Come coltivare il girasole

RACCOLTA DEI FIORI E DEI SEMI

La raccolta dei semi di girasole permette di godere della bontà e dei numerosi nutrienti apportati da questi sorprendenti semi oleosi. Fortunatamente, i girasoli ne producono una buona quantità. I semi vanno raccolti un mese dopo l’impollinazione. Il momento migliore per iniziare a controllarli è l’inizio dell’autunno. Man mano che i petali si seccheranno e cadranno sul suolo, i semi inizieranno ad protendersi verso l’alto. Per raccogliere i semi di girasole basta tagliare le teste recidendo, con esse, una buona porzione di gambo. Attenzione: non tutte le varietà producono semi, assicuratevi di controllare tale caratteristica al momento della semina.

I girasoli smettono di crescere quando i fiori iniziano a trasformarsi in semi. Questa fase è riconoscibile in quanto, in questo lasso di tempo, gli steli cambiano di colore passando dal verde al giallo e, infine, al marrone. Il momento migliore per raccoglierli è dopo circa 3 mesi dal giorno della semina. Se sono stati piantati tra aprile e maggio, dunque, si possono raccogliere tra agosto e settembre.

Come coltivare il girasole

COME COLTIVARE IL GIRASOLE IN UN VASO

Chi vuole coltivare il girasole in un vaso, deve tenere in considerazione il fatto che tali fiori hanno bisogno di spazio. Per cui, è necessario piantarli in un contenitore – un seme per ogni vaso – di non meno di 20 cm di diametro. Anche in questo caso vanno spinti giù nel terreno ed annaffiati. Coprite quindi il vaso con un sacchetto di plastica trasparente e trasferitelo in un luogo fresco e luminoso.

Prima della semina è bene assicurarsi di sceglierne delle varietà che non si sviluppino troppo in altezza. I girasoli nani, ad esempio, sono tra i più indicati per la coltivazione in vaso in quanto, anziché crescere su un unico stelo sotto forma di un lungo girasole, sono cespugliosi e si diramano su più steli. Inutile chiedersi quando piantare i girasoli in vaso o come si curano: la pianta ha le stesse esigenze – in fatto di terreno, esposizione, annaffiature e concimazione – delle varietà coltivate nel terreno.

COME CURARE IL GIRASOLE

Come mantenere in vita un girasole? Individuata la giusta quantità di acqua necessaria per le annaffiature e preparato adeguatamente il terreno, i girasoli non richiedono di chissà quali cure. Utile, naturalmente, può essere l’aggiunta di un fertilizzante granulare equilibrato e ad azione lenta. E’ importante controllare periodicamente le eventuali erbacce venute su ed eliminarle (per evitare che usufruiscano del nutrimento sottraendolo alla pianta) ricorrendo, come supporto, ad un diserbante naturale.

Diversi insetti possono attaccare i girasoli: tra questi, bisogna prestare attenzione in particolar modo alle falene del girasole, ai tripidi (la loro presenza si riconosce perché le foglie diventano, in poco tempo, piene di macchie da bianche a color argento), alle mosche bianche e ai bruchi.

Le malattie tipiche dei girasoli sono quelle fungine. Muffa grigia, oidio e ruggine delle piante sono le più frequenti. Spesso non vale la pena intervenire per la natura annuale della pianta. Un modo per prevenirle, tuttavia, è quello di lasciare una buona spaziatura tra i girasoli nel terreno.

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OLIO DI GIRASOLE

L’olio di girasole si ottiene dalla spremitura dei semi (e dalla conseguente raffinazione del prodotto ottenuto) dell’omonima pianta. Contiene vitamina E ed è privo di proteine, carboidrati, colesterolo. Interessanti sono i suoi valori nutrizionali tra i quali spiccano, ad esempio, gli acidi grassi essenziali. Tra le caratteristiche che permettono di annoverarlo tra i migliori oli vegetali il fatto che, anche se scaldato si mantiene stabile, ed il suo sapore delicato, praticamente neutro. Ottimo a crudo per condire gli alimenti e caldo per la cottura di cibi ad alte temperature, non andrebbe consumato se scaldato oltre i 210°C. Superata tale temperatura, difatti, rilascia composti tossici e cancerogeni.

CHE FARE CON I GIRASOLI SECCHI?

Cosa fare quando il girasole si secca? Una volta appassito, bisogna eliminare le parti secche ed attendere l’anno seguente, quando tornerà a fiorire (se si tratta di un girasole annuale, esistono, infatti, anche delle specie perenni). In alternativa, è possibile fare seccare i fiori mantenendone i colori in modo naturale. Se amate il recupero creativo, i girasoli secchi possono essere utilizzati nell’ambito dell’artigianato casalingo. Le loro teste, ad esempio, possono essere impiegate nella realizzazione di ghirlande da appendere alle porte.

CONSIGLI PER COLTIVARE I FIORI PRIMAVERILI:

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