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Cibo, quanto costa lo spreco

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Quasi tre milioni di italiani, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute, soffrono di malattie legate ai comportamenti alimentari. Bulimia e anoressia. In particolare la bulimia, che colpisce in modo marcato la fascia di eta’ tra i 13 e i 35 anni, e’ considerata una patologia delle societa’ occidentali dove e’ molto diffuso lo spreco del cibo. I due fenomeni sono correlati. Le famiglie americane, per esempio, gettano nella spazzatura qualcosa come il 25 per cento della spesa, in Italia si arriva fino al 30 per cento. Pane, pasta, carne: cibo perfettamente commestibile. In Inghilterra il governo ha creato un’apposita istituzione, il Wrap (Waste and Resources Action Programme) per promuovere una gestione durevole del cibo. Ha fatto scandalo la notizia relativa ad alcuni “vizietti” alimentari degli inglesi, che ogni anno infilano nei bidoni dei rifiuti 484 milioni di vasetti di yogurt e 2,6 miliardi di fette di pane.
Ma lo spreco del cibo ha anche un altro aspetto per il quale i governi si stanno impegnando nella sua riduzione: il consumo improprio di energia e il contributo diretto all’inquinamento del Pianeta. Secondo i calcoli dettagliati dell’universita’ di Bethesda, nel Maryland, il cibo sprecato nel mondo vale 300 milioni di barili di petroli l’anno, e il 25 per cento delle emissioni di C02 prodotte dagli abitanti dei paesi industrializzati sono riconducibile alla produzione di generi alimentari. Un esempio? Un chilo di carne equivale a sei chili di petrolio. Eliminare lo spreco di cibo, dunque, non e’ solo un gesto di civilta’ e il segno concreto di un migliore stile di vita, ma contiene un valore aggiunto: riduce il consumo di petrolio e migliora l’ambiente. Sono cose alle quali dobbiamo pensare prima di sparecchiare la tavola e infilare nel cestino della spazzatura qualsiasi avanzo del nostro pranzo.