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Cibo e vestiti, l´Italia del riciclo

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Ogni anno un milione e mezzo di tonnellate di cibo viene buttato nella spazzatura. Assieme a 13 chili e mezzo di vestiti e a 2 chili e mezzo di buste di plastica pro capite. E a 40 grammi di stoviglie usa e getta per ogni pasto.

Per cominciare a sgonfiare la bolla dei rifiuti, lespansione incontrollata degli scarti quotidiani, conviene partire da qui: dalla battaglia contro lo spreco.

La proposta viene dallUnione europea che, dal 21 al 29 novembre, ha lanciato la Settimana per la riduzione dei rifiuti, una maniera per ricordare che il problema non si risolve limitandosi a costruire un inceneritore o ad allargare una discarica ma seguendo la regola delle quattro R: ridurre, riusare, riciclare, recuperare. Solo al termine di questo percorso e’ prevista la discarica. In Italia, specie nelle regioni meridionali, avviene il contrario.
Per risolvere il problema bisogna intervenire su due fronti, spiega Daniele Fortini, presidente di Federambiente, la Federazione italiana dei servizi pubblici digiene ambientale che ha preparato, assieme allOsservatorio nazionale rifiuti e a Legambiente, un rapporto sulle buone pratiche. Da un lato in fase di progettazione bisogna pensare le merci e gli imballaggi in modo da rendere facile il recupero risparmiando energia ed emissioni serra. Dallaltro bisogna far conoscere le azioni concrete che ognuno di noi puo’ compiere per ridurre i rifiuti e dare una mano allambiente.

I suggerimenti del rapporto sono stati raggruppati per luoghi: casa, ufficio, mensa, albergo. In casa i consigli vanno dagli acquisti (niente cialde per il caffe’, frutta e verdura di stagione coltivata vicino al punto di consumo, mercatini dellusato) alle abitudini (bere lacqua del rubinetto, fare il compost per le piante con i rifiuti organici). E in varie regioni hanno gia’ trovato applicazione. In Veneto una famiglia su cinque fa il compost domestico, a Venezia hanno lanciato la campagna per lacqua del sindaco. Nel Comune di Dogliani (Cuneo) e’ possibile rifiutare la pubblicita’ commerciale nella cassetta della posta risparmiando tra i 10 e i 16 chili di rifiuti lanno. A Mantova invece detersivi e latte vengono venduti alla spina cosi’ i clienti possono riutilizzare gli imballaggi.

Negli uffici una battaglia importante e’ quella contro lo spreco di carta. Oggi il consumo e’ pari a 240 miliardi di fogli lanno che equivalgono allabbattimento di 20 milioni di alberi e allemissione di 4 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Cifre che possono essere ridotte senza sforzo usando di piu’ le mail, stampando sul retro dei fogli usati, aumentando la raccolta differenziata. Importante anche il riciclo dei vecchi computer: a Ferrara e a Roma il Comune ha organizzato il recupero dei pc dismessi per riadattarli e donarli ad associazioni di volontariato.

Nelle mense, dove ogni italiano consuma in media 116 pasti spendendo quasi 5 euro per ogni 10 euro spesi in alimenti e bevande utilizzati in casa, le buone pratiche comprendono leliminazione delle stoviglie usa e getta, luso dellacqua del sindaco, materiali per le pulizie a basso impatto ambientale e ad alta riciclabilita’.

Negli alberghi si suggerisce di acquistare frutta e verdura in cassetta riutilizzabili, di usare solo bicchieri di vetro, di mettere nei bagni dosatori di shampoo e bagno schiuma al posto delle confezioni usa e getta. Una scelta che a Rimini comincia a trovare attenzione.

Limportante e’ dare fiducia: dimostrare che ognuno puo’ fare qualcosa di concreto e che la somma di tutti i contributi produce un effetto importante sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista economico, conclude Gianluca Cencia, direttore di Federambiente. E poi la strada e’ obbligata. Ogni paese dellUnione europea entro il 2013 dovra’ preparare un programma di prevenzione dei rifiuti.