Il cibo ammuffito si riconosce osservando aspetto, odore, consistenza e sapore (anche se assaggiarlo è sconsigliato). Sono questi i segnali principali, tenendo presente che la muffa non sempre è visibile.
Indice degli argomenti
I segnali del cibo ammuffito
L’aspetto del cibo ammuffito ha le seguenti caratteristiche:
- Macchie o peluria bianca, verde, grigia, nera o blu
- Puntini o patina polverosa sulla superficie
- Colorazioni anomale rispetto al normale
- Superficie viscida o opaca
Attenzione: alcune muffe non sono immediatamente visibili a occhio nudo.
Quanto all’odore, invece:
- Odore di muffa, terra, cantina o stantio
- Profumo insolitamente acido o pungente
Altri segnali molto importanti per individuare un cibo ammuffito sono la consistenza e il sapore:
- Parti molli o viscide in alimenti che dovrebbero essere sodi
- Zone secche o friabili dove non dovrebbero esserlo
- Gusto amaro, acido o comunque diverso da quello che si assapora mangiando di solito l’alimento sospetto.
Perché il cibo ammuffisce
Che fare con il cibo ammuffito
I cibi con la muffa, specie se mangiati con porzioni abbondanti e in modo continuativo, possono portare a intossicazioni a livello del fegato, dei reni, dei centri nervosi o del tratto digestivo. E possono portare anche a intossicazioni cancerogene.
Cibi più esposti al rischio muffa
Gli alimenti ai quali prestare particolare attenzione per il rischio muffa sono ricchi di zuccheri, carboidrati e acqua, come i cereali (pane e derivati), la farina, il latte, i dolci e la frutta secca. Ma anche frutta, specie se già tagliata, e succhi di frutta. Tali alimenti possono sviluppare la patulina, una muffa molto pericolosa che può provocare danni ai reni.
Altri cibi molto esposti al rischio muffa sono i formaggi molli e grattugiati, e quelli conservati troppo a lungo, come nel caso di sughi, riso e minestre.
La marmellata è uno dei cibi sui quali vediamo comparire più spesso una patina superficiale di muffa. Ed è anche uno di quelli che ci mettono maggiormente in crisi. Ma in questo caso basta eliminare lo strato ammuffito e consumare il resto. Ciò è spiegato dal fatto che lo zucchero della marmellata si lega con l’acqua impedendo la formazione di tossine. Anche in questo caso c’è un’eccezione, e riguarda le marmellate dietetiche. Queste, proprio per il basso contenuto di zucchero, se ammuffite vanno gettate.
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