Casa di sughero - Non Sprecare
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Sulle rive del Tamigi la prima casa interamente di sughero che si costruisce senza cemento né colla

Per metterla in piedi non servono grandi lavori: i pannelli di sughero, riciclato, si posano a incastro, senza bisogno di ulteriori passaggi. E l'impatto ambientale è bassissimo: a fine vita, il materiale si può addirittura compostare

Si chiama Cork House, la casa-turacciolo. Chi l’ha visitata giura che, dentro, si sente profumo di foresta di sugheri. Una casa un po’ magica, sicuramente la prima ad essere pensata interamente in sughero, un materiale termoisolante, resistente, sostenibile e assolutamente non eco-impattante.

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CASA DI SUGHERO

E come una piccola casa fatta in mattoncini, per costruirla non servono malte, colle, adesivi potenti o lavori cementizi,ma occorrono molta pazienza e precisione, e possibilmente la passione per i puzzle, poiché i pannelli di cui è composta si incastrano, semplicemente. Non si pensi, tuttavia, a una situazione abitativa prefabbricata o poco duratura, perché la casa di legno è pensata per essere una casa a tutti gli effetti, in grado di durare decenni, senza alcun tipo di cedimento.

Sita ad Eton, cittadina ad appena 40 km da Londra sulla riva sinistra del Tamigi, non passa certo inosservata non solo per il suo design ma anche perché si inserisce in una cornice gradevolissima, che rende ancora più magico l’esperimento costruttivo. Progettata nel retro di un tipico edificio inglese in mattoni di inizio ‘900 dagli architetti Dido Milne e Oliver Wilton, in collaborazione con la Bartlett School of Architecture, la Cork House è il primo edificio al mondo che prevede il sughero per mattoni, pareti e soffitti. Un’abitazione  ecosostenibile e a bassissimo impatto ambientale, soprattutto in termini di emissioni di carbonio,  che è stata proposta  per partecipare al prestigioso Royal Institute of British Architects’ Stirling Prize, che premia il miglior edificio progettato e costruito nel Regno Unito.

casa di sughero

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CORK HOUSE INGHILTERRA

E in effetti, è un progetto proprio interessante. A guardarla, la casa di sughero, sembra tutto meno che poco resistente: ha uno scheletro in acciao, e nella struttura, a gradoni,  richiama le antiche costruzioni maya, in pietra, anche se la sensazione al tatto è calda e avvolgente. Nulla a che vedere con un edificio in laterizi o in pietra, anche dal punto di vista della semplicità costruttiva: i lastroni di sughero di cui è fatta, circa 1268 per 44 metri quadrati, si possono posare a mano, senza bisogno di particolari abilità o lavori invasivi e impattanti. E poi, a fine vita del materiale, si possono tranquillamente smontare, riciclare o addirittura compostare. Con un impatto ambientale quasi nullo, perché non è costruita con sughero vergine, ma riciclato. Proviene dagli scarti di un produttore portoghese, che sono stati prima sbriciolati in granuli,poi compressi e infine cotti a basse temperature.
Tacendo, poi, della quantità di emissioni, notevolmente ridotta rispetto all’edilizia residenziale inglese:  le emissioni di carbonio stimate per l’intero ciclo vitale della Cork House sono circa il 15% in meno di quelle di una normale nuova abitazione inglese.

Non è certo la prima volta che il sughero viene utilizzato ai fini costruttivi, e anzi, molte sono le ricerche in direzione dell’uso edilizio di questo materiale così flessibile ma resistente, termoisolante ed economico, ma è la prima volta che un’intera casa, robusta, con ambienti propri di una normale casa di 44 metri quadri (una cucina a vista, uno spazio giorno, una stanza da letto, un bagno e una piccola mansarda) viene pensata, progettata e costruita in sughero e con metodi costruttivi così poco impattanti per l’ambiente.

(Immagini in evidenza e a corredo del testo tratte da Thames Valley News, photocredits Thames Valley News)

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