Casa di riso - Non Sprecare
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Casa di riso, l’architetta piemontese firma abitazioni realizzate con gli scarti del cereale (foto)

Antisismica e con bollette energetiche azzerate. I segreti della casa in paglia di riso. Super sostenibile. Per ogni tonnellata di riso ci sono 270 kg di scarti

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Dal passato si impara, e la tradizione è sempre un’ottima guida. Così, seguendo la linea di continuità che unisce ieri ad oggi, una giovane designer italiana ha preso spunto per realizzare una casa fatta con gli scarti di riso, completamente ecosostenibile e molto economica.

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CASA DI RISO

L’idea è di una brillante architetta 44enne, nata a Lecco, una laurea in Architettura ed esperienze di vita e lavoro tra Spagna e Francia. Da quindici anni trapiantata a Biella, patria del riso in Italia insieme a Vercelli, un angolo del Piemonte tra ampie risaie e sconfinate vallate, Tiziana Monterisi inizia ad appassionarsi ai metodi di costruzione che partono da materiali naturali, sostenibili, non invasivi e fondamentalmente di recupero, che ama chiamare “eccedenze”. 

La lampadina nella mente creativa della Monterisi si accende non appena inizia a vivere a Biella, con le risaie della Baraggia che vede bruciare in ogni autunno. I risolcoltori locali, infatti, bruciano la paglia di riso per smaltirla, pulire i terreni e prepararli alle prossime semine, ma Tiziana crede che da quello spreco e da quella pratica sbagliata, che sprigiona nell’atmosfera una grande quantità di C02, si possa ricavare una risorsa. Un materiale per l’edilizia e la costruzione che era già utilizzato tempo addietro come materiale da costruzione per le case e cascine nel Piemonte o nel Nebraska di fine ‘700.

casa di riso

CASA FATTA CON GLI SCARTI DI RISO

Così, decide di iniziare a riflettere sull’adattare tale metodo costruttivo sagomandolo sui nostri giorni, integrandolo con competenze nuove: domotica, case passive, massima efficienza energetica. Materia prima di partenza è la paglia di riso, materiale di risulta economicissimo, termicamente isolante, versatile ed antisismico. Soprattutto davvero facile da trovare nella zona del biellese, e abbondante: per ogni tonnellata di riso lavorato si producono circa 270 kg di scarti, ideale per la costruzione di edifici a elevata efficienza energetica, in una prospettiva di risparmio energetico e di rispetto per l’ambiente.

In questo modo riesce a evitare che gli agricoltori brucino le eccedenze, sprigionino C02 e invece accantonino ed immagazzinino pula e lolla da utilizzare per poter costruire case ed edifici seguendo i dettami della bio-edilizia.

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PROGETTO RICEHOUSE

Nasce così, nel 2016, il progetto Ricehouse, che è sinonimo di materiali biocompatibili  e un nuovo modo di intendere l’architettura. Le case progettate dalla start-up biellese sono interamente costruite in pannelli in legno e paglia di riso, insieme ad altri leganti naturali a base di argilla o magnesite e proteine di soia: si va dagli intonaci alle finiture, fino agli isolanti per l’edificio. Non solo: sono completamente antisismiche perché la paglia tiene bene le vibrazioni e le oscillazioni senza rotture strutturali. Infine, sono in grado di trattenere calore e frescura, essendo case prive di  impianti di riscaldamento, che riescono a mantenere al loro interno una temperatura tra i 19 e i F22 °C.Con un notevole risparmio energetico e zero emissioni.

Ma il progetto Ricehouse non si limita all’edilizia privata e residenziale: uno dei progetti a cui la Monterisi è più legata è quello di una scuola dell’infanzia nei pressi di Camerino e ricostruita grazie alla sua paglia di riso, dopo il terremoto che ha colpito il centro-Italia. Proprio perché dal vecchio il nuovo rinasce, senza soluzione di continuità.

(Immagine in evidenza e a corredo del testo tratte dalla pagina Facebook del progetto Ricehouse)

STORIE DI EDILIZIA ECOSOSTENIBILE: