Il progetto Reucet, che riutilizza la cenere dell'Etna - Non sprecare
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Cenere dell’Etna: come recuperala per fare pavimenti stradali, opere in ceramica e calcestruzzo

Il progetto Reucet (Recupero e utilizzo delle ceneri vulcaniche etnee) dell’università di Catania fa scoprire come la cenere da rifiuto possa diventare una risorsa. Molto sostenibile

Strade, giardini, terrazze. Luoghi pubblici e privati. Quando arriva la cenere, e anche i lapilli, dell’Etna, per tutta la provincia di Catania sono guai. Bisogna pulire, smaltire, mettere ordine. E invece, grazie al progetto Reucet (Recupero e utilizzo delle ceneri vulcaniche etnee) portato avanti dall’università di Catania con un finanziamento del ministero dell’Ambiente, sappiamo che tutto ciò che arriva dalla bocca del vulcano siciliano può essere riciclato e riutilizzato. Uscendo dal buco nero dei rifiuti, per giunta ingombranti, ed entrando nel club dei materiali sostenibili.

CENERE DELL’ETNA

La cenere dell’Etna è stata esaminata in tutti i dettagli dal team dei ricercatori dell’università di Catania, guidati dal professore Paolo Roccaro, responsabile  scientifico del progetto Reucet , e le sorprese sul suo riutilizzo sono davvero clamorose.

Innanzitutto c’è la possibilità di utilizzarla nel calcestruzzo, nelle malte, negli intonaci, e anche per realizzare gli strati sotto i fondi stradali e le opere geotermiche. In tutti questi casi la cenere sostituisce materiali inquinanti, innova il prodotto e garantisce ottime prestazioni sia in termini di solidità sia per quanto riguarda la sicurezza.

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CERAMICHE CON LA CENERE DELL’ETNA

Un secondo filone di riutilizzo della cenere etnea è quello dei prodotti a base di ceramica. I ricercatori hanno scoperto che le caratteristiche delle ceramiche ricavate dalla cenere dell’Etna sono superiori a quelle delle ceramiche convenzionali, che in Sicilia coinvolgono una vera filiera produttiva, a cavallo tra industria e artigianato.  E tra le performance delle ceramiche c’è la sua leggerezza: circa il 20 per cento in meno rispetto alle altre tipologie di ceramiche. Ciò significa un bel risparmio in termini di stoccaggio, trasporto e smaltimento.

RECUPERO DELLA CENERE DELL’ETNA 

Ma il recupero della cenere dell’Etna ha un valore assoluto in termini di taglio orizzontale dei costi di raccolta e di smaltimento di questo materiale. Le ceneri vengono classificate come rifiuto da smaltire in discarica, con un costo di circa 120 euro a tonnellata, o negli impianti di recupero, con una spesa di 12 euro a tonnellata. Poi ci sono da contabilizzare le spese per la raccolta delle ceneri dagli spazi pubblici. E invece, grazie al riciclo e al riuso individuato dai ricercatori dell’università di Catania, tutte queste voci di costo scompaiono. E la cenere etnea da rifiuto diventa risorsa.

La foto di copertina è tratta dal sito dell’Università di Catania.

Il progetto “Reucet” è candidato al Premio Non Sprecare 2021, nella sezione “Scuola e Università”. Per candidare i vostri progetti, seguite le istruzioni fornite qui.

ALCUNI DEI CANDIDATI AL PREMIO NON SPRECARE 2020:

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