Riciclo rifiuti, in Italia siamo sopra la media - Non sprecare
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Riciclo rifiuti, gli italiani sopra la media europea ma c’è ancora tanto da fare

In base ai dati dell'Istituto Superiore per la Produzione e la Ricerca Ambientale (Ispra) le regioni più virtuose nella raccolta differenziata sono il Veneto, il Trentino Alto Adige, la Lombardia

Produciamo più rifiuti della media europea ma ne ricicliamo una quota maggiore. Stando ai dati dell’Istituto Superiore per la Produzione e la Ricerca Ambientale (Ispra), in Italia ogni persona produce in media 497 chili di rifiuti urbani all’anno, il 51% dei quali viene sottoposto a riciclaggio e compostaggio. In Europa, invece, la produzione si attesta in media a 482 chili ogni dodici mesi ed a un riciclo introno al 47%.

RICICLO RIFIUTI ITALIA

Un buon risultato quindi ma siamo chiamati a fare di più. Il programma stabilito dal Green Deal europeo, la nuova strategia dell’Unione Europea che ha l’obiettivo di raggiungere la neutralità nelle emissioni entro il 2050, prevede che entro il 2025 si dovrà arrivare al riciclo di almeno il 55% dei rifiuti urbani. Smaltimento per quanto riguarda i rifiuti urbani che, stando ai dettami del Parlamento europeo, dovrà avvenire entro il 2035 per un massimo del 10% in discarica, contro l’attuale 25%.

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RACCOLTA DIFFERENZIATA RIFIUTI IN ITALIA

Secondo Ispra le regioni più virtuose nella raccolta differenziata sono il Veneto, il Trentino Alto Adige e la Lombardia, dove le percentuali superano abbondantemente il 60%. In ritardo, esclusi diversi comuni all’avanguardia, le regioni del Sud. Per migliorare la percentuale di rifiuti smaltiti nella maniera corretta è necessario un crescente impegno delle amministrazioni locali ma anche un sostanzioso aiuto che dovrebbe arrivare dal governo centrale. In tal senso lascia ben sperare la quota riservata al riciclo e al riuso all’interno del Recovery plan. Risorse che sarà necessario sfruttare al meglio soprattutto per incentivare, anche tramite credito d’imposta, l’utilizzo di prodotti ‘circolari’. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta, infatti, sarà un passaggio cruciale e un’occasione irripetibile per accompagnare il nostro Paese verso modelli di produzione, sviluppo e consumo più sostenibili e circolari.

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