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Troppa burocrazia per un intervento chirurgico: quaranta carte da firmare e un mare di fogli da compilare …

Anche questo è uno spreco nella nostra sanità. I medici perdono tempo a smistare carte e lo sottraggono alle cure dei pazienti. Sullo sfondo la paura delle azioni di responsabilità.

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BUROCRAZIA SANITA’ IN ITALIA – Non c’è solo la cattiva gestione degli ospedali o la proliferazione delle piccole strutture, dove non sono garantite le soglie minime di sicurezza, a mettere a rischio i poveri pazienti. C’è anche la solita burocrazia.

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ECCESSO DI BUROCRAZIA PER INTERVENTI CHIRURGICI – Una valanga di leggi, norme, scartoffie e innanzitutto carte da firmare. Per il più banale degli interventi chirurgici, quindici minuti di camera operatoria, lo specialista deve compilare 39 pagine da firmare, e porre altrettante domande al paziente. Una follia. Tutto questo prima ancora di mettere piede in camera operatoria, sottraendo così tempo prezioso alle cure.

«Siamo soffocati dalla burocrazia, da documenti che tra l’altro sono ancora tutti cartacei e andrebbero almeno digitalizzati» protestano i vertici dell’Acoi, l’Associazione dei chirurghi ospedalieri italiani. E lo stesso grido di dolore si è alzato dall’Associazione degli specialisti in oncologia che per le troppe carte da firmare tolgono spazio alla diagnosi e alla cura dei tumori.

ECCESSO DI BUROCRAZIA COME MEDICINA DIFENSIVA – Dietro questo fenomeno, un tipico spreco da eccesso di burocrazia, c’è anche un fenomeno di crescita della cosiddetta «medicina difensiva». Di fronte all’aumento delle cause per errori medici, le direzioni sanitarie, preoccupate di liberarsi di ogni responsabilità, hanno scelto la strada più semplice: fare firmare carte ai pazienti. La strada più semplice ma anche la più inutile per chi deve curarsi.

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