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Ospedali e sanità pubblica, vi aspettate l’Italia ai primi posti nel mondo? Eppure è così, nonostante scandali e sprechi …

Lancet ci piazza in 13esima posizione su 195 sistemi sanitari in tutti i continenti. E Bloomberg dice che, per efficienza, siamo quarti. Non tutto è malasanità

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EFFICIENZA DEL SISTEMA SANITARIO IN ITALIA

Se siete entrati in Pronto soccorso di un ospedale italiano, e se non siete stati sfortunati o improvvidi nella scelta, afferrate al volo ciò che vi sto dicendo: sono luoghi, rispetto alle risorse stanziate e al personale in organico, dove spesso misuriamo una somma di atti di eroismo con interventi di altissima professionalità, da parte di medici e infermieri. O l’esatto contrario, in casi però ben più rari. In ogni caso, non fatevi ingannare dalle notizie, quasi sempre vere e fondate, sugli episodi di malasanità e sulle morti assurde negli ospedali, e dalle bugie, vere e proprie fake news, che descrivono la nostra sanità pubblica solo come l’inferno. Non è vero. La sanità italiana può vantare anche primati molto importanti nel mondo.

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EFFICIENZA DEL PRONTO SOCCORSO IN ITALIA

Dobbiamo essere orgogliosi, in generale, del nostro Sistema sanitario nazionale, delle conquiste che l’Italia ha fatto nel corso di un intero secolo (il Novecento) per arrivare, dal 1978, a un modello che consente a tutti i cittadini di ricevere le cure e l’assistenza sanitaria. Senza alcuna distinzione, per esempio sulla base di una denuncia dei redditi, di un censo o di un patrimonio, e senza escludere, almeno come principio, nessuno.

Non ci crederete mai, ma questa è una statistica di Bloomberg, intitolata L’Efficienza dei sistemi sanitari nel mondo: l’Italia, nientemeno, è al quarto posto al mondo, dopo piccoli paesi, ma molto solidi dal punto di vista della mano pubblica, come Hong Kong e Singapore, e prima, molto prima, di nazioni a noi più simili, come la Francia e la Germania. Ancora: secondo uno studio pubblicato su The Lancet nel 2017, l’Italia si piazza 13esima nella classifica della qualità e dell’accessibilità di 195 sistemi sanitari mondiali. Niente male.

Allora finora non abbiamo capito nulla? Tutto va bene e tutto funziona nel nostro sistema sanitario universalistico nato il 23 dicembre 1978 con una legge ad hoc, la cosiddetta riforma sanitaria? La risposta, ovviamente è un doppio no. Purtroppo abbiamo capito bene, in quanto parlano i fatti: a fronte di ospedali pubblici che ci fanno onore in tutto il mondo, dove si sacrificano migliaia di medici, di infermieri, di personale amministrativo, ne abbiamo alcuni (però bisogna dirlo chiaro e forte: sono una minoranza) dove si pensa solo a sprecare denaro pubblico, non si garantiscono le prestazioni essenziali e c’è puzza di corruzione. Fanno vergogna a un paese civile come un nostro, alcune liste d’attesa per gli esami più essenziali. E fa orrore vedere gente che muore, senza un perché, in uno degli episodi a cui accennavo di malasanità. 

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EFFICIENZA DEL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE

Ma poiché le radici del sistema sanitario nazionale italiano sono preziose e rappresentano un vanto per tutto il paese, allora dobbiamo pensare a come ridurre e azzerare le sacche di sprechi, inefficienze, mazzette. Dobbiamo riuscire a rendere sempre più piccina la babele della malasanità, a restringerla a pochi ed eccezionali casi. E dobbiamo invece rilanciare, investendo come Paese le risorse necessarie, sul piano degli investimenti in tecnologia, in personale (qualificato, e non assunto in modo clientelare), in interventi di ammodernamento degli stessi edifici ospedalieri. Questo serve. E per farcela, bisogna avere il coraggio di chiudere un ospedale se non serve e se non garantisce le prestazioni necessarie, se è il frutto avvelenato del clientelismo politico e di vecchie logiche per cui un notabile locale si sentiva in diritto di avere il “suo” ospedale da costruire con i soldi dello Stato. Per decenni, nella Sanità pubblica, il clientelismo politico si è sfrenato. Adesso basterebbe ridurre sprechi e imbrogli, invasioni di campo e clan, dove ci sono, e il Sistema sanitario italiano, oltre a renderci orgogliosi per ciò che abbiamo e che non bisogna perdere, ci renderebbe anche più sicuri e più felici come cittadini e come potenziali utenti.

QUANDO LA SANITÀ CI FA ORRORE:

 

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