Bisogna fermare la lobby del farmaco | Non Sprecare
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Bisogna fermare la lobby del farmaco

Ci sono 800 milioni di euro di risparmi che, in queste ore, ballano nelle aule del Parlamento. È questa, infatti, la differenza di prezzo, in gran parte a carico del Servizio sanitario nazionale, raggiunta nel 2011 tra i farmaci griffati (quelli che utilizzano un nome di fantasia per il principio attivo che contengono) e quelli generici. Il governo Monti è riuscito a dare una scossa all’opacità del mercato delle pillole introducendo, nel decreto sulla spending review, una semplice norma in base alla quale i medici possono prescrivere i farmaci con i nomi dei principi attivi (quelli generici), lasciando poi al paziente la libertà di scelta dello specifico prodotto.

Ma adesso la lobby del farmaco, spalleggiata dal partito dei medici parlamentari, è all’opera per depotenziare il decreto con una pioggia di emendamenti. La lobby ha già portato a casa alcuni risultati, imponendo per esempio che la norma si applichi solo alle nuove prescrizioni e lasciando la possibilità al medico di derogare a sua scelta, e ora punta a un completo annacquamento del provvedimento. Sarebbe assurdo se il Parlamento e il governo cedessero di fronte a queste pressioni che nascondono interessi di singole aziende e sprechi del denaro pubblico. Basta tenere presente che nei primi quattro mesi del 2012, per effetto del decreto introdotto da Monti, la spesa di farmaci a carico del Servizio sanitario è diminuita del 27 per cento, mentre a forza di emendamenti si rischia di fare un pericoloso passo indietro. Inoltre gli italiani devono sapere che il farmaco generico non è una pillola di serie B, e oggi rappresenta una quota importante del mercato in tutti i paesi sviluppati.

Mentre in Italia soltanto il 15 per cento delle pillole viene venduto con i soli principi attivi, senza griffe, queste percentuale sale al 67 per cento in Germania, al 75 per cento negli Stati uniti e all’83 per cento in Gran Bretagna. È lo spread della pillola, un autentico spreco di risorse pubbliche, che paghiamo tutti a caro prezzo. Infine, spingendo sull’uso dei farmaci generici sarebbe possibile ridurre l’assurdo fenomeno dello spreco di medicinali: gli italiani gettano nel cestino, ogni anno, circa 1 miliardo di pillole. Pagate con i soldi dello Stato.

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