Animali liberi dalle gabbie: il bluff dell’Europa

Dopo anni di battaglie civili, dovevano scomparire entro il 2027. Ma sì è tutto arenato.

ANIMALI LIBERI DALLE GABBIE
Nel lontano 2021, in Europa si gridò al miracolo per la decisione della Commissione europea che aveva risposto positivamente ad anni di battaglie dei cittadini europei con il titolo “End the Cage Age”, per l’eliminazione delle gabbie dove oggi vengono ammassati gli animali negli allevamenti, un obiettivo  sostenuto da oltre 1 milione di cittadini.
Lo storico risultato prevedeva una legge-quadro entro il 2023, da recepire poi dai vari Parlamenti nazionali, e la sostituzione di tutte le gabbie entro il 2027. Ovviamente, questo processo non significava né la fine degli allevamenti né “animali liberi”, ma semplicemente un cambio di paradigma nella gestione degli impianti da parte degli allevatori. Al posto delle gabbie, ognuno diventava libero di scegliere soluzioni alternative (a partire dagli allevamenti da terra), grazie ai quali però gli animali finivano di essere torturati vivendo ammassati uno sull’altro.
A distanza di anni, nulla di questo è stato fatto, e circa 300 milioni di animali continuano a soffrire rinchiusi nelle gabbie degli allevamenti europei.
Tutto nasce dal conflitto tra i vari paesi, divisi sulla base di interessi non convergenti, che paralizza l’intero iter di un cambiamento che pure sembrava ormai all’orizzonte.
Come si dividono i paesi europei su questo tema? Le posizioni prevalenti sono tre: i favorevoli,quelli che chiedono più tempo e più incentivi per la transizione, e i contrari sempre e comunque.

 

ANIMALI LIBERI DALLE GABBIE

Paesi più avanzati nell’eliminazione delle gabbie

Questi Stati hanno spesso standard di benessere animale più avanzati o forte pressione dell’opinione pubblica:

  • Germania → molto attiva sul benessere animale, forte spinta politica
  • Paesi Bassi → settore agricolo intensivo ma innovativo, favorevole alla transizione
  • Svezia → tra i più avanzati su welfare animale
  • Austria → già con normative molto restrittive sulle gabbie
  • Danimarca → forte orientamento a standard elevati

In generale, i paesi del Nord Europa che hanno politiche ambientaliste e di welfare più avanzate, sono anche quelli più avanti nell’eliminazione delle gabbie per gli allevamenti degli animali.

Paesi cauti, in una posizione intermedia

Questi Paesi si dichiarano favorevoli come principio, ma chiedono più tempo, fondi epr finanziare la transizione e regole comuni in tutta l’Unione.

  • Francia → favorevole ma molto attenta all’impatto sugli allevatori
  • Italia → divisa: industria avicola importante, ma crescente sensibilità sul tema
  • Spagna → grande produttore, favorevole ma prudente sui tempi
  • Belgio → in transizione, ma con richieste di gradualità

Paesi contrari

In questi paesi contrari ci sono allevamenti intensivi molto grandi e il timore della lobby degli allevatori è di perdere competitività ritrovandosi con un aumento dei costi conseguente all’aliminazione delle gabbie.

  • Polonia → grande produttore di uova, molto cauta sui tempi
  • Ungheria → spesso critica verso nuove regolazioni UE
  • Romania → preoccupazioni economiche e strutturali
  • Bulgaria → settore agricolo meno modernizzato, forte cautela

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