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Amore e famiglia la regola di papa Wojtyla

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LA PRESENTE Regola sorge da una serie di esperienze pastorali con alcune coppie di sposi e, allo stesso tempo, sulla base dell’esperienza matrimoniale delle coppie stesse. Essa nasce contemporaneamente all’uscita dell’enciclica Humanae vitae, la quale ripropone alle coppie di sposi e ai loro pastori le esigenze evangeliche di un matrimonio autenticamente cristiano. il gruppo di coppie che adotta questa regola potrebbe prendere, di conseguenza, il nome di “Humanae vitae”.
La Regola si rivolge alle coppie matrimoniali nella loro interezza e non ai singoli coniugi. importante, infatti, che essa venga adottata e realizzata dalle coppie di sposi e non dai mariti o dalle mogli, senza l’impegno dei rispettivi coniugi.
In linea di massima, la Regola impegna gli sposi solo alla vita secondo le norme della morale cristiana che attengono all’ordine dei Comandamenti; non obbliga, invece, alla vita secondo i consigli evangelici strettamente intesi. In senso stretto, infatti, la realizzazione dei consigli evangelici di poverta’, castita’ e obbedienza puo’ darsi solo per quelle persone che sono chiamate alla vita religiosa. Tuttavia, l’esperienza della vita coniugale dimostra che l’osservanza delle regole morali annunciate dalla Chiesa non e’ possibile senza un certo grado di ascesi; le coppie di sposi appartenenti ai gruppi “Humanae vitae” devono, dunque, riflettere su come mettere in pratica lo spirito dei consigli evangelici.
Il fine particolare dei gruppi “Humanae vitae” e’ il continuo impegno verso l’atteggiamento spirituale suddetto.
Affinche’ l’insegnamento integrale di Cristo Signore su matrimonio e famiglia, annunciato dalla Chiesa, possa compiersi nel loro matrimonio con piena comprensione e con pieno amore.
Si tratta quindi di formare un’adeguata spiritualita’ ? ossia una vita interiore ? che permetta di configurare la vita coniugale e familiare in modo cristiano. Tale spiritualita’ non puo’ esistere in una forma definitiva, sul modello delle congregazioni religiose, ma deve essere costantemente rielaborata. La rielaborazione della spiritualita’ e’ un altro importante compito dei gruppi. Mezzo di questa rielaborazione e’ la messa in pratica, da parte delle singole coppie, di quell’atteggiamento spirituale menzionato sopra.
Il secondo fine particolare dei gruppi “Humanae vitae” e’ l’apostolato. In questa sede, pero’, non ne vengono decise le forme precise. Tuttavia, le coppie di sposi che fanno parte dei gruppi assumono l’impegno di un certo apostolato e, soprattutto, del la preghiera costante in favore delle altre coppie di sposi e per la fondamentale questione del matrimonio e della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporanei. La forma dei diversi modelli di apostolato o della preghiera suddetta sara’ da elaborare progressivamente.
Si lascia alle stesse coppie di sposi la decisione di impegnarsi a realizzare i compiti delineati attraverso una promessa particolare.