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Rapporti con i vicini, perché litighiamo tanto. Solo 1 su 3 riesce a salutarsi. E gli altri urlano

Dal rumore molesto alla diffidenza, dagli odori della cucina al parcheggio dell'auto, fino agli animali domestici: dove iniziano gli scontri. Le risse condominiali sono uno spreco di soldi e di tempo. Con i buoni rapporti di vicinato invece, c’è tutto da guadagnare.

Rapporti con i vicini, perché litighiamo tanto. Solo 1 su 3 riesce a salutarsi. E gli altri urlano
Liti tra vicini di casa
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LITI TRA VICINI DI CASA

Il rumore molesto, magari di qualche bambino chiassoso che gioca urlando. L’eccessiva curiosità del signore, o della signora, della porta accanto. E ancora: i posti-auto e in generale il parcheggio dell’automobile, i cattivi odori che arrivano dalla cucina, gli animali domestici.

È in questo perimetro di sensazioni-malumore-rabbia che si materializza, in tutta Europa, e quindi anche in Italia, uno degli sprechi più gravi che facciamo come persone, come famiglie e come comunità: la rissa, o il litigio che segue a lunghe discussioni, con il vicino di casa.

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LITI TRA VICINI

I dati della ricerca Living in Europe, curata per conto della società EOn, su un campione di 8mila persone residenti in otto nazioni europee, non mi sorprendono. Anzi. Confermano una convinzione che ho da tempo: nell’era della super connessione tecnologica, siamo sempre più sconnessi. Innanzitutto da chi abita al nostro fianco, e che al contrario dovremmo trattare con più rispetto e anche con più tolleranza.

Invece, in Europa 4 persone su 10 discutono con i vicini per i rumori molesti, e il 17 per cento degli abitanti dei condomini ritengono che i vicini di casa siano soltanto “impiccioni”. Dunque, meglio ignorarli oppure litigare con loro. Da qui la catena degli sprechi di cose materiali (soldi e tempo) e anche immateriali (salute, calore umano e piacere dello stare insieme).

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PROBLEMI CONDOMINIALI

Parliamo spesso di solidarietà, siamo interessati al grande tema dell’immigrazione e dell’accoglienza, eppure solo un italiano su tre, tra gli over 65, considera un amico, o anche solo un buon conoscente, chi abita nello stesso palazzo. Ancora: più del 30 per cento dei condomini, specie nei palazzi con molti appartamenti, vivono nello stesso edificio senza mai salutarsi. Si ignorano.

Gli italiani spendono qualcosa come 250 milioni di euro l’anno per contenziosi condominiali (una causa del genere non costa meno di 5mila euro), che rappresentano un terzo dei contenziosi che paralizzano e intasano i tribunali civili. E aspettano, prima di una sentenza, tra i cinque e i sette anni. E i motivi spesso, come dicevo, sono molto banali. Aspetti della vita quotidiana sui quali basterebbe un minimo di civiltà dello stare insieme, di rinuncia a qualche piccolo egoismo, per evitare di passare le carte all’avvocato. E sono problemi che andrebbero risolti partendo dal dirsi “buongiorno” e “buonasera” quando ci si incontra nelle scale o in ascensore. In fondo, non è molto per Non sprecare.

LITI TRA CONDOMINI

E se ripartissimo proprio dal condominio per riscoprire il concetto di “comunità”? La Grande Crisi ha sparigliato il tavolo dei nostri stili di vita e, silenziosamente, ci sta restituendo la necessità di riscoprire la buona convivenza con i vicini di casa. Proprio il condominio, archetipo di un egoismo senza freni inibitori, si sta trasformando nel luogo dove si sperimentano risposte concrete alle difficoltà quotidiane delle nostre famiglie.

Lo stato di necessità, come spesso avviene, sta modificando i comportamenti. Il primo approccio positivo riguarda la catena dei consumi, dagli alimentari fino alle bollette energetiche. E l’alleanza nasce nel condominio, tra vicini di casa che condividono la spesa, spesso attraverso l’uso del web, e procedono con ordini collettivi. I vantaggi? I prezzi scendono, e la qualità sale, visto che quasi sempre si tratta di prodotti a chilometro zero, in arrivo direttamente dai produttori.

Dalla spesa poi siamo passati all’energia. In alcune regioni del Centro Italia si stanno moltiplicando condomini a consumo zero di gas e corrente elettrica. Gli impianti vengono centralizzati, attraverso ditte specializzate nelle energie rinnovabili, si costruiscono e si curano insieme, con tanto di voto nell’assemblea del condominio, e quando la produzione è a regime, i soci si ritrovano con bollette azzerate e perfino con qualche entrata straordinaria che deriva dalla vendita dell’eccedenza energetica alla rete nazionale.

La Grande Crisi significa meno servizi del welfare, nazionale e locale, e meno risorse, per esempio, per gli anziani e per le persone non autosufficienti. Così, in molte città ci sono i condomini che dividono le spese per la badante e per la colf.

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PER SAPERNE DI PIÚ: A Milano un gruppo di vicini di casa si auto tassa per aiutare i meno fortunati

COME CONVIVERE CON I VICINI DI CASA

Laddove bisogna tirare la cinghia, rinunciare a servizi che invece sono essenziali, la riscoperta della comunità diventa una leva per adattarsi, in modo efficace, alla disastrosa congiuntura. E il meccanismo si allarga fino a comprendere un nuovo approccio con l’intero universo dello shopping. Dagli acquisti compulsivi stiamo passando alla spesa per il necessario, dal possesso al baratto. Intere comunità di migliaia di persone crescono, attraverso il web, ispirandosi all’idea che tutto si può scambiare con il vicino di casa.

Basta un clic sui siti che movimentano il baratto di massa, e puoi scoprire il gruppo attivo nella tua città, nel tuo quartiere e nella tua strada. Hai un’aspirapolvere che non usi più? Invece di lasciarla marcire in qualche scantinato, puoi scambiarla con il tostapane che il tuo vicino ha eliminato. E tra una mail e l’altra, per concludere il baratto, è facile che ci scappi l’invito a bere un caffè, a conoscersi tra condomini che fino a ieri neanche si salutavano.

QUALCHE GESTO SEMPLICE MA ESSENZIALE PER UNA BUONA CONVIVENZA:

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