Troppi farmaci non allungano la vita. Ma aumentano il rischio di effetti collaterali

In Italia sei milioni di anziani prendono tra dieci e quindici pillole al giorno. Non tutte servono. E in alcuni casi producono dolori e disturbi intestinali

troppi farmaci per gli anziani

La statina per abbassare il colesterolo. L’aspirinetta serale per evitare l’infarto o l’ictus. La pillola per tenere bassa la pressione. E poi qualche medicinale per riuscire a dormire più a lungo o per non avere fastidi durante la digestione.

TROPPI FARMACI PER GLI ANZIANI

Più passano gli anni, più si allunga la lista dei farmaci che prendiamo. E più aumentano i rischi di sprechi e di dannosi effetti collaterali. I numeri di questa compulsione al farmaco sono davvero impressionanti. Secondo uno studio realizzato in collaborazione dall’Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri e dal Policlinico di Milano, in Italia ci sono sei milioni di anziani che prendono ogni giorno da 10 a 15 pillole. Un’enormità. E anche una fonte di ricavi fondamentale per le case farmaceutiche: il 70 per cento dei medicinali si impiega per persone che hanno un’età superiore ai 65 anni.

Dove nasce questo spreco? Da un lato c’è un invecchiamento della popolazione con relativo allungamento dell’età media di vita. E dall’altro versante, in modo piuttosto semplificatorio potremmo dire che i vecchi di una volta avevano una malattia, oggi ne hanno due, tre, e così via. La polimorbidità si accompagna così con la pioggia di medicine somministrate dai vari specialisti che di volta in volta scendono in capo.

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TROPPI FARMACI: EFFETTI COLLATERALI E SPRECHI

E vediamo i danni. C’è un oggettivo spreco di medicinali che con qualche semplice attenzione si potrebbe evitare. Ci sono poi gli effetti collaterali. Le ricerche avvertono che i pazienti sottoposti a politerapie nel 43 dei casi hanno dolore e prurito; nel 14 per cento dei casi disturbi intestinali; e nel 37 per cento dei casi senso di fatica. Insomma: disagi, se non vere e proprie malattie, che si sommano ai problemi per i quali è in corso una terapia a base di medicinali.

Infine, non bisogna sottovalutare l’effetto rigetto. L’anziano, bombardato dai farmaci, a un certo punto si ribella. E moltiplica le sue resistenze nel momento in cui gli vengono somministrati, con il risultato che magari rinuncia proprio al medicinale essenziale per la sua buona salute.

GLI ANZIANI ASSUMONO TROPPI FARMACI

Come si può fermare lo spreco dei farmaci somministrati agli anziani? Innanzitutto bisognerebbe spiegare alle famiglie dei pazienti che non esiste l’equazione molti farmaci uguale vita più lunga. In secondo luogo serve un regista. Non ci si può affidare ai singoli medici, agli specialisti chiamati in causa per ciascun tipo di malattia. Servono decisioni più collettive e serve una parola finale, di visione generale e di coordinamento, da parte del medico di base. Quello che conosce meglio di tutti ogni paziente e i suoi problemi di salute.

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