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Giuseppe ha cent’anni ma corre i cento metri e batte i record di salto il lungo (video)

Campione di atletica leggera, continua ad infrangere record nonostante la sua veneranda età. Il suo segreto sta tutto nell’entusiasmo e nella curiosità di andare oltre i propri limiti senza mai esagerare. Anche perché a una certa età “se non c’è il cervello che comanda i muscoli non si muovono”

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FARE SPORT DA ANZIANI –

Giuseppe Ottaviani, 100 anni, corre letteralmente contro il tempo. A settant’anni ha scoperto l’agonismo e trent’anni dopo continua a praticare sport tutti i giorni tanto da essere diventato un vero e proprio monumento vivente dell’atletica leggera italiana. Basti pensare che solo alla rassegna iridata di Budapest del 2014 è arrivato a mettersi al collo 10 medaglie d’oro e lo scorso febbraio ai Campionati italiani master di Lanci, ad Ancona, il centenario ha ottenuto il record del mondo nel salto in lungo, migliorando di 16 centimetri il limite che aveva stabilito con un metro e otto centimetri durante la scorsa stagione. Niente di speciale, però, per Giuseppe che durante la sua vita ne ha viste di tutti i colori avendo anche combattuto durante la Seconda guerra mondiale.

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GIUSEPPE OTTAVIANI –

Dopo 50 anni passati sulla sedia da sarto la curiosità di fare sport in età avanzata gli è venuta quasi per caso. Quando aveva settant’anni, infatti, ha iniziato ad accompagnare un suo caro amico a vedere i figli fare sport. Al campo di allenamento, però, Giuseppe si è reso conto che c’erano atleti, della sua età o addirittura più anziani, così ha deciso di scendere in campo anche lui. Oggi pratica 10 diverse discipline di atletica, tra cui: il peso, il disco, il giavellotto, le tre corse 60, 100 e 200 metri. Lui dice di arrangiarsi un po’ in tutte le gare senza essere un fenomeno. E lo fa per un motivo semplice, perché si diverte.

ATLETA ANZIANO –

Per la sua longeva età non ha un segreto particolare ma ha smesso di fumare cinquant’anni fa e a tavola beve sempre un bicchiere di vino anche se sempre con un goccio d’acqua. Per prepararsi per le gare fa solo qualche allenamento perché le forze non sono più quelle di una volta e bisogna sapersi gestire. Ma la cosa più importante in assoluto non è il fisico ma la testa: “se non c’è il cervello che comanda – ha dichiarato in una recente intervista – i muscoli non si muovono. Servono entusiasmo e concentrazione”.

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