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Strage di delfini: ne muore uno al giorno per colpa dell’inquinamento

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La strage dei delfini non ha sosta: ne muore uno al giorno, dall’inizio dell’anno, e il ministero dell’Ambiente ha comunicato il fenomeno senza però dare ancora delle risposte precise sulle sue cause. L’epicentro della morte collettiva è il Mar Tirreno, e le carcasse dei cetacei sono state ritrovate lungo le spiagge della Toscana, del Lazio, della Campania e di Calabria, Sicilia e Sardegna. Dalle prime analisi risulta che i delfini sono colpiti da una terribile infezione, il virus Photobacterium damselae, e per quanto riguarda le origini del batterio si risale alla madre di tutte le cause: l’inquinamento del mare. Il degrado del Mediterraneo, sommerso dalla plastica, si fa sentire, diminuiscono le risorse naturali di cui dispongono i delfini, si distrugge il loro habitat e crollano le difese immunitarie.

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Da qui la strage. I delfini sono protagonisti dell’eco-sistema marino grazie alle loro doti di empatia e di intelligenza: sono gli unici mammiferi non umani, per esempio, in grado di attribuirsi un nome proprio e nel gruppo sociale i membri si riconoscono individualmente su base vocale. La strage dei delfini, dunque, ci interessa molto da vicino e indica la fine del mare come fonte di vita.

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