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Cos’è l’intolleranza al lattosio
L’intolleranza al lattosio è una sindrome che si manifesta in seguito all’ingestione di cibi che contengono lattosio, lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati. Può insorgere, a parte rari casi di forme congenite, in modo transitorio in seguito a infezioni del tratto gastrointestinale o per la presenza di malattie infiammatorie croniche. Si sviluppa per colpa di un enzima che non produciamo in modo sufficiente. Si tratta dell’enzima lattasi, che serve appunto a digerire il lattosio, lo zucchero naturale concentrato nel latte, nei latticini e nei formaggi. Il 98 per cento degli zuccheri nel latte è formato proprio dal lattosio che, se manca o non viene digerito produce una serie di disturbi gastrointestinali. In particolare, se l’enzima è carente o mancante il lattosio si accumula nell’intestino dove richiama acqua e diventa “cibo” per batteri che lo fermentano producendo gas.
Sintomi
I sintomi dell’intolleranza al lattosio variano anche sulla base del livello del fenomeno. In generale, però, la digestione rallenta, avete i classici disturbi da meteorismo, gonfiore gastrico, stitichezza, flatule
Diagnosi
Cosa si può mangiare
L’intolleranza al lattosio cambia il regime alimentare. Ci sono cibi da evitare e altri invece da mettere nella nostra dieta. Vediamo con ordine.
- Verificate il vostro livello di tolleranza: di solito i livelli di tolleranza variano parecchio da persona a persona, quindi è utile scoprire fino a che punto potete arrivare prima di dovervi fermare. La cosa ovvia da fare è diminuire la quantità di latte e latticini finché i sintomi non se ne vanno. Ci sono persone che vengono disturbate anche da pochi sorsi di latte. Circa il 30% di chi è intollerante al lattosio ha sintomi solo dopo un litro di latte, il 30-40 per cento dopo un solo bicchiere.
- Il calcio è importante, e non rinunciatevi: i latticini sono un’ottima fonte di calcio. La maggior parte della gente dovrebbe mangiare tutti i giorni l’equivalente di due bicchieri di latte. Se il latte è la vostra fonte principale di calcio, ma non potete più berlo, dovreste integrare la vostra alimentazione con sostituti come sardine, spinaci, broccoli.
- Non bevete il latte da solo: alcuni pazienti hanno scoperto che i loro sintomi spariscono se mangiano i latticini durante il pranzo. Stesso discorso per il latte: accompagnato con altri cibi, per esempio fette biscottate con una spruzzata di marmellata, in molti casi non crea più problemi.
- Gradualità con i latticini: provate a prendere ogni giorno una piccola quantità di latticini, aumentando gradualmente la dose per costruirvi pian piano una resistenza. Fermatevi se i sintomi ricompaiono.
- Formaggi sì e formaggi no: chi ha il disturbo dell’intolleranza dal lattosio probabilmente deve rinunciare ai formaggi freschi, e in particolare alla mozzarella, alla certosa ed a tutti i formaggi che si presentano con un aspetto molle. Ci si può rifare con i formaggi stagionati: parmigiano, pecorino, provolone. E anche formaggio svizzero, gorgonzola e taleggio. Il motivo è ovvio: il processo di stagionatura rende questo tipo di formaggi di fatto privi di lattosio.
- Mangiate yogurt: I microrganismi dello yogurt producono anche la lattasi necessaria per digerire il lattosio dello yogurt. Inoltre, probabilmente gli stessi batteri digeriscono il lattosio del latte. Molte persone che hanno un’intolleranza al lattosio non ce l’hanno in forma grave. Il 70-80% delle persone che sono intolleranti al lattosio, ma per il resto sono sane, dovrebbe assimilare lo yogurt senza problemi. Lo yogurt ha solo il 75% del lattosio che c’è nella stessa quantità di latte. Questa differenza, può essere esattamente quella che vi serve per tollerare il lattosio. Forse un etto e mezzo o due di yogurt al giorno è tutto quello che vi serve per evitare che si formino i gas intestinali. Ed ecco qualche altro consiglio sullo yogurt. Preferite yogurt magri e mangiateli anche prima di un gelato, in modo da non avere fastidi da intolleranza da lattosio.
- Aggiungete lattasi agli alimenti: se non volete rinunciare al latte vaccino potete comprare in farmacia la lattasi in forma liquida e aggiungerla da soli al vostro latte. Poche gocce di lattasi liquida in un litro di latte lo rendono a prova di flatulenze e un po’ più dolce. L’unico problema è sapere se avete aggiunto abbastanza lattasi. Ognuno ha un livello diverso di intolleranza al lattosio, quindi è il caso di fare qualche tentativo. Un valido sostituto del latte vaccino è quello di soia. Potete trovare il latte di soia nei negozi di prodotti naturali e in quasi tutti i supermercati.
- Provate il siero di latte: il siero di latte dovrebbe essere perfettamente tollerabile. Il siero di latte ha meno grasso e meno colesterolo perfino del latte magro.
- L’acidophilus non serve: i microrganismi dell’acidophilus, un bacillo del latte, sono molto utili nella digestione, però colonizzano l’intestino crasso. Il lattosio viene digerito nell’intestino tenue, quindi l’acidophilus non lo vede neppure.
- Attenzione agli eccipienti nei medicinali: il lattosio viene usato come eccipiente, cioè aggiunto a molti tipi di medicine e di supplementi nutrizionali. In certe pillole, c’è abbastanza lattosio da provocare sintomi di intolleranza, almeno in alcuni soggetti. Leggete bene le etichette e i bugiardini. Il lattosio è utilizzato nel 20 per cento dei farmaci che prevedono la ricetta medica e nel 6 per cento dei medicinali da banco. Chiedete al farmacista se le vostre medicine contengono del lattosio.
Quale latte si può bere
Purtroppo in tutti i latti dei mammiferi c’è il lattosio, senza particolari e sostanziali differenze. E anche il latte crudo non è digeribile e adatto agli intolleranti al lattosio, e anzi comporta dei rischi per l’elevata carica batterica che possiede. A questo punto l’alternativa per gli intolleranti al lattosio sono i latti vegetali, che ne sono privi. Con una raccomandazione: meglio scegliere quelli con aggiunta di calcio, vitamina D e vitamina B12.
Quando si può guarire
Per capire se, come e quando si può guarire dall’intolleranza al lattosio bisogna fare una distinzione. Nel caso della intolleranza secondaria, cioè temporanea (dovuta, per esempio, a fattori gastrointestinali) la guarigione è molto probabile, una risolto il problema che l’ha causata. Immaginiamo un’infiammazione intestinale, dalla quale scaturisce l’intolleranza al lattosio. Una volta guarita, si possono reintrodurre nella dieta, gradualmente, prodotti a base di lattosio. Nel caso di intolleranza primaria, quella genetica, le cose sono più complicate: una totale guarigione non è prevista, il percorso è lento e bisogna, sotto il controllo medico, aumentare con progressività la dose per indurre la sintesi dell’enzima. Partendo da quantità davvero minime di latte.
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