- Salmonella
- Escherichia coli (E. coli)
- Listeria monocytogenes
- Campylobacter
Questi microrganismi possono causare infezioni gastrointestinali anche gravi, e in alcuni casi complicazioni serie (soprattutto nei bambini piccoli).
I rischi sono tali che esistono diverse proposte di legge, dal centrodestra e dal centrosinistra, per vietare la vendita del latte crudo ai bambini e alle donne in gravidanza.
In compenso, gli amanti del latte crudo contano sui suoi vantaggi. Innanzitutto è naturale, appena munto, senza trattamenti termici. In secondo luogo arriva da allevamenti controllati dal Servizio sanitario nazionale e da mucche particolarmente curate: ogni animale produce, in media, 25 litri al giorno, molto meno della produzione delle mucche prevista per i prodotti industriali.Alcuni sostengono che il latte crudo contenga batteri utili al microbiota intestinale, ma il latte non è un alimento fermentato (come yogurt o kefir) e quindi non contiene quantità controllate di probiotici.
- proteine
- lipidi
- grassi
- carboidrati
- colesterolo buono.
Quanto al sapore, molti consumatori sottolineano almeno tre vantaggi:
- sapore più intenso
- profumo più “di stalla” o di panna fresca
- variazioni stagionali (dipende dall’alimentazione delle vacche)
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