Il progetto per il recupero del cibo ad Alba - Non sprecare
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Il cibo non si spreca, ad Alba 300 famiglie ricevano cibo avanzato negli asili e in comune

Un progetto che, con l’aiuto della Caritas, coinvolge bambini, famiglie e volontari. Un format ideale contro lo spreco del cibo buttato nelle mense scolastiche (360mila euro al giorno)

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Già il titolo merita un premio: «Il cibo non si spreca!». Parole chiare, forti e semplici nella loro essenzialità. Ma la forza del progetto realizzato ad Alba, mettendo insieme, attorno allo stesso tavolo e allo stesso obiettivo (recuperare il cibo sciupato nelle mense pubbliche e in particolare in quelle scolastiche), pubblico e privato, scuola e comune, consiste nell’avere costruito proprio una rete. Una rete larga, molto larga, all’insegna della solidarietà.

RECUPERO CIBO ALBA 

Il meccanismo è  semplice nella sua organizzazione, anche se poi quando si passa dalle parole ai fatti non è sempre facile, se mancano professionalità e generosità. Tre scuole primarie di Alba (Umberto Sacco, Gianni Rodari e Michele Coppino) sono coinvolte a pieno regime nel recupero del cibo che avanza nelle mense dei bambini. Ricordiamo, il sito Non sprecare ne ha parlato spesso, che questo spreco di cibo nelle scuole in Italia è davvero uno scandalo di proporzioni gigantesche: 360mila euro ogni giorno, rappresentano  la cifra complessiva dei soldi spesi e sprecati per cibo delle mense nelle scuole che poi finisce nella spazzatura.

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RECUPERO CIBO MENSE SCOLASTICHE

Dunque le scuole di Alba impegnate nel progetto «Il cibo non si spreca!», ben tre. Con loro, schierati nel recupero del cibo altrimenti destinato alla pattumiera, ci sono insegnanti e famiglie, e qui c’è un altro aspetto della vera sostenibilità: migliorare le relazioni tra i vari attori della scuola, rapporti oggi davvero ridotti ai minimi termini.

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Sono loro i bambini, per esempio, che hanno perfino collaborato a mettere sugli scaffali dell’Emporio Solidale di Alba, gestito dalla Caritas (altro soggetto fondamentale in questa partita) il cibo recuperato nelle scuole. A quel punto, a disposizione di oltre 300 famiglie indigenti, senza tetto e senza fissa dimora, italiani e immigrati, ci sono prodotti alimentari recuperati proprio dalle scuole. Cibo che viene distribuito dai volontari dell’Emporio solidale e della Caritas. Non solo. L’altra fonte del progetto «Il cibo non si spreca» è la mensa dell’amministrazione comunale, gestita da una società privata, la Sodexo, che fa parte della rete messa in campo ad Alba. E anche da qui arriva una quantità significativa di prodotti che possono poi essere recuperati nel circuito dell’assistenza ai poveri. «Questo è solo un primo modello, che vogliamo ampliare anche ad altre scuole della città, e magari fare in modo che venga imitato altrove» spiega Elena Di Liddo, assessore alle Politiche sociali del comune di Alba. Già, Non sprecare è anche questo: una grande comunità e una straordinaria contaminazione di buone pratiche che tutti possiamo realizzare.

Il progetto è in concorso per l’edizione 2019 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

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